Finale, Richeri fa il punto su soppressione Comunità Montane ed emergenza profughi

Flaminio Richeri

Finale Ligure. Dal 1 maggio le comunità montane verranno soppresse e saranno incentivate forme di associazionismo tra i Comuni che assumeranno le loro funzioni. Anche Finale Ligure è alle prese con questa trasformazione istituzionale: “Ci stiamo guardando un po’ in giro per capire cosa fare – riferisce il sindaco Flaminio Richeri – e in questa fase il ruolo di consulenza dell’Anci è molto importante proprio perché ci permette di confrontare le esperienze dei vari enti”.

“In questo periodo si alternano diversi scenari possibili, alcuni stanno convergendo verso una Unione dei Comuni dell’entroterra, soluzione molto adatta nel breve periodo perché in questo modo si semplifica la sostituzione delle comunità montane e l’espletamento delle pratiche rimaste aperte. La soluzione per cui io personalmente propendo di più nel lungo periodo riguarda un’Unione dei Comuni che coinvolga enti di mare e monti. Per fare un esempio nel finalese sarei d’accordo ad un’Unione dei Comuni che comprenda Finale, Calice, Rialto, Vezzi e Orco ragionando non solo su aspetti geografici ma anche su tematiche economiche più simili dell’intero comprensorio”.

In merito al personale delle Comunità Montane il primo cittadino di Finale sottolinea: “Abbiamo assorbito già due dipendenti nel nostro Comune. Per due anni la Regione si è impegnata a sostenere economicamente queste persone, successivamente sarà il Comune ad occuparsene, le inseriremo nella nostra pianta organica”.

Il sindaco Richeri infine traccia un breve bilancio in merito all’arrivo dei profughi nel Comune di Finale: “Martedì arriveranno 3 minori tunisini già con il permesso di soggiorno. Stiamo attivando in questi giorni la rete del volontariato locale per creare il più possibile accoglienza e integrazione di queste persone nel nostro tessuto sociale. Saranno allocate nella nuova comunità in piazza Milano, l’ex residenza dell’ordine delle monache, recentemente ristrutturata e gestita dal Comune e dalle Associazioni. Abbiamo dato disponibilità anche ad accogliere alcune donne presso la casa famiglia, ex convento di Cappuccini gestita dalla comunità Papa Giovanni, siamo in attesa di eventuali istruzioni da parte della Regione Liguria”.