
Savona. “I profughi tunisini giunti inaspettatamente nella nostra città e che, invece di essere considerati esseri umani, sono finiti nel becero “tritacarne” della campagna elettorale. Forse addirittura usati in uno spostamento da Imperia a Savona che risulta “sospetto”. Il Comune, insieme agli altri soggetti coinvolti, ha cercato di gestire al meglio la situazione, dando un tetto a chi ne aveva bisogno. Probabilmente si poteva fare di più, ma rispetto ad altre realtà. Savona è stata quantomeno attenta e accogliente”. Lo hanno detto Franco Zunino, Claudio Gianetto e Marco Ravera (Federazione della Sinistra, Rifondazione e Comunisti Italiani) parlando dell’emergenza profughi nella città della Torretta.
“Ma la gestione dei richiedenti asilo tunisini è dal suo esordio a Lampedusa talmente caotica da dare l’impressione che ci sia la volontà politica di creare uno stato di emergenza e allarme – aggiungono – Uno stato di emergenza e allarme fomentato anche dagli esponenti del centrodestra savonese che semina paure convinto di averne un ritorno elettorale. Dalle interviste effettuate dai media locali risulta evidente che la cittadinanza è divisa tra chi definisce i giovani tunisini “educati e rispettosi” e chi “ha paura” pur non avendo avuto alcun contatto e senza che si sia verificato alcun episodio negativo”.
“Sono inacettabili le affermazioni del candidato sindaco del centrodestra Paolo Marson che cerca goffamente di scaricare sul Comune di Savona le grosse inadempienze del Governo nazionale. Ma forse non è un caso, il tema del “governo della paura” è uno dei più cari ad una destra sempre più aggressiva e retrograda” concludono i tre segretari provinciali.