Varazze. Domani mattina (mercoledì) il dottor Rando, curatore fallimentare della cartiera di Varazze, andrà ad ispezionare lo stato dello stabilimento e dei macchinari. La visita è una formalità dovuta al fatto che la ditta Romanello, che in questi anni ha gestito la cartiera, ha dato formale disdetta del contratto d’affitto; pertanto il curatore dovrà verificare lo stato in cui gli impianti vengono riconsegnati all’affituario.
Questo non è che l’ultimo atto di una crisi che ha portato la Cartiera Verde di Varazze al blocco totale e tutti i lavoratori in cassa integrazione con lo spettro di non avere soluzioni positive nel breve periodo.
I lavoratori, per far sentire la loro voce, saranno in presidio davanti allo stabilimento: con la loro azione sperano di attirare l’attenzione su una situazione giunta ad uno stallo “inspiegabile”.
Il problema che sta di fatto bloccando tutta la trattativa è quello che inizialmente sembrava il piu’ semplice da risolvere, ovvero la proprietà di un terreno su cui sorge una parte del capannone esterno della cartiera. Il curatore e i proprietari del terreno non riescono a mettersi daccordo sul prezzo. Difficilmente infatti il curatore metterà all’asta lo stabilimento senza prima aver risolto la questione che potrebbe spaventare eventuali acquirenti.
“Non riusciamo proprio a capire come sia possibile bloccare la situazione per questo motivo – spiega Maurizio Loschi, della segreteria CUB di Savona – anche perché più passa il tempo piu’ i macchinari diventano obsoleti e quindi perdono valore. Non vorremmo che alla fine il risparmio sul terreno andasse a discapito di una perdita nella vendita dell’impianto”
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Sulle possibilità di rilancio della produzione Loschi ricorda che “gli stessi Romanello hanno avanzato la disponibilita’ di acquistare l’impianto impiantando a Varazze nuove tecnologie che potrebbero portare anche ad un aumento dei posti di lavoro, ma più passa il tempo, più i lavoratori perdono le speranze”.



