Savona. Dieci mesi di reclusione e 300 euro di multa. E’ questa la condanna inflitta, questa mattina, dal giudice ad un albanese, B.K., per truffa all’Inail. L’episodio contestato risale al 2007 quando l’uomo, operaio in un cantiere edile, si è fratturato un braccio. L’albanese ha spiegato al datore di lavoro di essersi fatto male in cantiere e così è stato segnalato l’infortunio sul lavoro.
Il datore di lavoro, in un secondo momento, ha però denunciato che l’operaio avrebbe detto di essersi procurato la lesione in una rissa, avvenuta la sera prima del presunto infortunio sul lavoro, in via Pisa nella quale erano coinvolti quattordici giovani che si erano affrontati brandendo spranghe e catene, sotto gli occhi increduli dei passanti. Sei dei giovani, tutti albanesi, tra cui il figlio dell’imputato, erano finiti in manette.
B.K. avrebbe spiegato di aver detto al datore di lavoro che il figlio era coinvolto nella rissa e non che anche lui vi ha preso parte (tra l’altro l’uomo è stato assolto, circa due mesi, nel processo che ha preso le mosse da quella rissa proprio perché il giudice ha ritenuto che non avesse partecipato). L’operaio albanese ha quindi confermato nuovamente di essersi fatto male sul posto di lavoro. Una versione che evidentemente non ha convinto il giudice che lo ha condannato.
