Liguria. Nel rapporto “Ecosistema rischio 2009” di Legambiente e Protezione Civile, la Liguria si colloca al dodicesimo posto nella classifica delle Regioni che hanno la percentuale maggiore di territorio esposto al rischio idrogeologico (80%).
Nell’84% dei comuni coinvolti sono presenti abitazioni in aree esposte al pericolo di frane e alluvioni, nel 43% dei casi sono presenti in tali aree interi quartieri e nel 66% fabbricati e insediamenti industriali. Nel 26% dei comuni campione d’indagine sono presenti strutture sensibili o strutture ricettive turistiche nelle aree classificate a rischio idrogeologico, mentre nel 43% dei comuni non viene ancora realizzata una corretta manutenzione del territorio.
Nonostante sia così pesante l’urbanizzazione delle zone a rischio appena il 3% delle amministrazioni comunali ha provveduto a delocalizzare abitazioni e in nessuno dei casi sono stati avviati interventi di delocalizzazione dei fabbricati industriali.
Gli eventi metereologici di dicembre e le relative conseguenze che hanno determinato la richiesta dello stato di emergenza per parecchi milioni di euro in tutta la Regione (soprattutto nel bacino del Magra, quello più colpito), e rappresentano – secondo Legambiente, che ha scritto al presidente della Regione Claudio Burlando, all’Assessore alla protezione Civile Giancarlo Cassini e all’Assessore all’Ambiente Franco Zunino – un’ulteriore conferma della necessità di intraprendere un sistema di prevenzione adeguato, poiché le cause del dissesto, in realtà, hanno origine nel passato.
“Con la presente – si legge nella lettera inviata alle istituzioni – Legambiente Liguria, su mandato della Direzione Regionale, si rivolge alla Vostra attenzione per proporre la sottoscrizione di un “Patto per il territorio” da stipularsi tra la Regione e l’associazione allo scopo di intraprendere un percorso di collaborazione per l’attivazione concreta delle azioni elencate, e che consenta un coinvolgimento diretto dell’associazione sulle scelte che si intenderanno intraprendere in tal senso”.
“Il Patto dovrà prevedere il coinvolgimento di tutti i soggetti gestori del territorio affinché gli investimenti siano a vantaggio di una gestione organica e sistemica del suolo in tutti i suoi aspetti, urbanistici, ambientali, sociali, di manutenzione”.
“L’occasione per attivare un’eventuale collaborazione – propone Legambiente – potrà essere rappresentata dall’istituzione di una Commissione regionale di valutazione danni: si richiede pertanto la partecipazione di rappresentanti dell’associazione alla Commissione suddetta”.
