[thumb:14092:l]Borghetto S. Spirito. “La trasformazione di molte strutture ricettive da hotel e pensioni in seconde case e la proliferazione di queste ultime, senza una efficace ‘governance’, hanno determinato una rivoluzione copernicana del turismo nostrano”. Il responsabile provinciale di Assoutenti, Gian Luigi Taboga, sottolinea l’importanza di un cambiamento del profilo qualitativo che vada di pari passo ai mutamenti socio-economici: “Non è più il turista che deve ruotare intorno al sistema ma, viceversa, è il sistema turistico che deve ruotare intorno al suo fruitore. Nella Riviera di ponente le caratteristiche e le modalità di soggiorno dei visitatori sono profondamente cambiate negli ultimi anni per le modificate condizioni sociali, economiche e culturali”.
“La ritardata entrata in vigore del regolamento attuativo che disciplina il settore delle seconde case non ha permesso il salto di qualità che tutti attendevamo” afferma Taboga, spiegando: “Sussistono e continuano situazioni di conflitto con i turisti che riguardano le condizioni contrattuali ed il livello di servizi e accoglienza, sia da parte di certe agenzie, ma in particolare da parte di molti privati che non hanno fatto alcuno sforzo per adeguarsi alle nuove esigenze del mercato ed ignorano le norme. L’accordo con la Fiaip per la conciliazione ha permesso un dialogo migliore con le agenzie che hanno aderito, piuttosto che con le altre. Naturalmente anche per le agenzie vale lo stesso discorso che si può fare per gli alberghi: là dove c’è miglior qualità e servizio, non c’è contenzioso”.
Dal punto di vista della ricettività, il referente di Assoutenti prosegue: “Per quanto riguarda gli alberghi, in questa stagione balneare ci sono state contestazioni, quasi sempre risolte amichevolmente, sulle interpretazioni della clausole riguardanti prenotazioni e caparre. Sarebbe opportuno chiarire sempre le condizioni all’atto della stipula per evitare attriti. Le strutture che eccellono in qualità normalmente hanno un contenzioso molto basso o addirittura nullo”.
“La nostra esperienza ci ha confermato la tendenza del consumatore-turista a trasferire in vacanza le sue esigenze di qualità dei servizi, di equo utilizzo delle proprie risorse economiche e di ricerca del benessere – conclude Taboga – E’ chiara la domanda di un valore aggiunto rappresentato dalla cortesia, dal divertimento, dal relax, dalla fruizione di un ambiente naturale incontaminato”.
