Savona è una città che viene governata con un eccesso del voglia di voler fare. E questo non significa che gli interventi sia infrastrutturali, sia di iniziative producano sempre un beneficio.
Ultimamente ci stanno ubriacando e rendendo la vita un po’ complicata con le rotonde che vengono realizzate in quasi tutti gli incroci. Premetto che esprimo parere favorevole alla realizzazione di queste strutture che in teoria dovrebbero abbattere la velocità dei veicoli in prossimità di incroci ad alta densità e rischio. Ma credo che si stia rasentando l’eccesso. Le ultime realizzate (corso Tardy e Benech, piazza Aldo Moro, via Buozzi) sono diventate un proprio e vero angoscioso dilemma per qualche autista.
Specialmente per le ultime due gli sguardi attoniti dei conducenti che si incontrano tra loro (compreso il mio) si trasformano in incredulità e tensione in attesa del “ora chi passa?”. Certo c’è una procedura nel dare la precedenza ed essa va rispettata ma, al di fuori del buon comportamento da tenersi sulla strada, queste rotonde sembra che invece di agevolare complichino decisamente la vita.
Sarei curioso di sapere se i “sottovalutati cervelloni” dell’Amministrazione Comunale e degli Enti preposti abbiamo non solo disegnato i progetti sulla carta, ma se poi abbiano simulato concretamente i progetti stessi, avvalendosi anche di informazioni, suggerimenti o altro da parte di chi la città la vive sul sedile di una vettura (trasporto pubblico, associazione dei trasportatori, eccetera). Dovendo muovermi quasi costantemente per la città noto che autobus e veicoli medio pesanti riscontrano difficoltà nell’addentrarsi nelle rotonde. Per non parlare dei passanti o dei semplici cittadini. Curioso, sì proprio curioso di sapere chi ha realizzato questi progetti di fattibilità e quanto essi siano costati, visto che il Comune sborsa notevoli quantità di denaro per questi studi (non solo quest’ultima amministrazione ma anche le precedenti).
Una cosa è certa: in prossimità delle rotonde sembra di assistere alla partenza di un Gran Premio (soprattutto le moto) e se si perde anche solo per un attimo la concentrazione rischi di essere assalito da strombazzate con insulti annessi. Qualche assessore dice che Savona è una città in continuo movimento e trasformazione. Questo è vero. Ma quattro rotonde e qualche supermercato non rappresentano una città che fa dell’economia e del lavoro il suo progetto e modello di sviluppo.
Marco Pozzi