Sport

Basket, il Riviera rinuncia al ricorso: giocherà la B Dilettanti

Sport - 2008/09

[thumb:10785:l]Vado Ligure. “Auspico, unitamente al fatto che Vado Ligure sappia un giorno riguadagnarsi sul campo quello che ha prima meritatamente perso sul campo, e poi immeritatamente nei gorghi della burocrazia, che il Consiglio federale voglia procedere, alla prima occasione utile, alla cancellazione di questa norma imbarazzante, senza che ciò debba divenire oggetto di discussioni o di ulteriori richieste, delle quali sarebbe difficile capire la ragione”. Con queste parole si chiude il comunicato diffuso dal presidente del Riviera Basket Roberto Drocchi, con il quale la società biancorossa rinuncia a richiedere un posto in serie A Dilettanti.

Dimostrando molto buon senso, ma non per questo senza amarezza, il numero uno del sodalizio vadese ha rinunciato al ricorso contro la rigidezza del vincolo territoriale comunale del campo per il ripescaggio, espressa dall’articolo 104 comma 2 del Regolamento esecutivo. “Una norma – attacca Drocchi – della quale nessuno ha saputo finora spiegare la ragione, e l’esistenza, forse perché per farlo occorrerebbe una buona dose di fantasia. Era colpevolmente ignota a me, ma non certo a chi ha poi assunto le decisioni conseguenti, ed appare inaccettabile che una regola tanto assurda, quanto vessatoria, sia rimasta a creare danni ed ingiustizie sportive”.

“La scelta di non provare fino in fondo a difendere, politicamente o giuridicamente – prosegue Drocchi – un diritto sancito dal campo, con il nostro decimo posto finale al termine della regular season dello scorso anno, e negatoci oggi da una norma tanto assurda quanto inspiegabile, è estremamente difficile e dolorosa, al di là delle reali possibilità di successo, poche o tante che fossero, delle nostre istanze”.

“Riteniamo però – sottolinea il presidente del Riviera – che, se da un lato non riesce a sussistere, per una società come la nostra, abituata da sempre ad accettare silenziosamente le regole del sistema al quale appartiene per esercitare la propria attività sportiva, la reale volontà di affrontare un contenzioso con la Federazione, e tanto meno di portarlo al di fuori dell’ordinamento sportivo, come invece sarebbe inevitabilmente accaduto, dall’altro non riteniamo neppure possibile percorrere la strada della deroga, che avrebbe oggi il significato di richiedere un favore, ovvero una ragionevole strada preferenziale, a fronte dell’esistenza di una regola, per quanto la stessa possa essere poco chiara, oltre che certamente improponibile nella sostanza”.

“In nessun modo, a maggior ragione con la carica istituzionale ricoperta dal sottoscritto – continua Drocchi – avrei potuto accettare che altre società (in primis, allo stato attuale delle cose, San Severo o Riva del Garda), detentrici di un diritto sancito dal regolamento (pur con qualche dubbio di interpretazione, a giudizio della nostra società, circa la durata del trasferimento provvisorio di attività), e certamente da un settore della Federazione, potessero sentirsi prevacaricate da una eventuale deroga, ove mai fosse arrivata, e per quanto logica e ragionevole potesse essere, probabilmente anche a giudizio di osservatori non di parte”.

“Resta la realtà di un danno evidente, economico e morale, creato a tavolino, ovvero dalla burocrazia, alla nostra società ed ai nostri tifosi, e resta soprattutto la negazione di un diritto sancito dal campo, che la Federazione ci toglie senza che la nostra società potesse fare nulla per rimediare non già ad una propria mancanza, ma ad una situazione che ci vede giocare, da due anni come il prossimo anno, a tre chilometri dal confine della nostra città”.

“Il rammarico – conclude Roberto Drocchi – è forse soprattutto questo: aver scoperto soltanto oggi che il nostro sistema non soltanto non supporta le società che, pur nelle difficoltà a reperire impianti adeguati alle richieste, riescono a fare attività ad alto livello anche investendo ingenti somme nella predisposizione di strutture inizialmente inadeguate, come nel caso di Vado Ligure a Quiliano, ma che addirittura le punisce, come se in alcune zone fosse meglio, tutto sommato, non portare neppure la pallacanestro”.

Il Riviera Basket riparte quindi dalla serie B Dilettanti, la vecchia serie B2. Al momento gli unici elementi certi sono il nuovo coach Passera e il capitano Paolo Patria. Drocchi ha dichiarato che si cercherà il giusto mix, di coesione, tra senior e under.

E’ ancora presto per conoscere la composizione del girone A della serie B Dilettanti 2009/10. Un’ipotesi potrebbe essere la seguente: Vado Ligure, Valenza, Moncalieri San Mauro, Monza, Saronno, Como, Iseo, Riva del Garda, Castelnovo di Sotto, Piacenza, Marostica, Rovereto, Anzola, Legnano.