[thumb:9628:l]Savona. Sulla lavoratrice di una cooperativa pietrese sorpresa a guidare una ambulanza della Croce Rossa nonostante fosse assente dal lavoro per malattia, interviene con una precisazione il commissario provinciale del CRI Adriano Baldini: “La nostra associazione non ha il compito di verificare se i propri volontari siano o meno, nel momento che prestano l’attività, in malattia dal proprio posto di lavoro. In ogni caso non risulta corretto assimilare l’attività svolta dai volontari quale fosse attività lavorativa; infatti, nella Croce Rossa Italiana i volontari prestano liberamente la loro opera senza alcuna retribuzione e vincolo di orario”.
Il commissario provinciale della Croce Rossa entra nel merito della vicenda: “Lo stato di malattia, di per se stesso, non vieta affatto lo svolgimento di altre attività purché queste non siano di impedimento alla guarigione del soggetto e questo dipende, senza dubbio, dalla patologia e dall’attività lavorativa contrattualmente richiesta e prevista che, ci risulta essere ‘Apprendista addetto assistenza di base’. Spiace, quindi, constatare che, ancora una volta, il nome ed il simbolo della CRI vengano evidenziati in abbinamento a questioni spiacevoli, private e che nulla hanno a che fare con l’attività umanitaria, pubblica e preziosa che la nostra associazione svolge nel mondo e nella nostra provincia”.