[thumb:4712:l]Liguria. Le segreterie regionali di Filt-Cgil, Fit-Cisl. Uil trasporti, Confsal-fast, Orsa e Ugl, in vista dell’ormai prossima gara di appalto per la pulizia dei treni, chiedono precise garanzie alla Regione ed agli altri attori istituzionali.
“Nell’incontro che si è tenuto oggi con l’assessore regionale al lavoro e ai trasporti Vesco – si legge nella nota sindacali congiunta – è stato messo in rilievo che, nonostante le clausole sociali per il rispetto del contratto di lavoro e l’occupazione siano state introdotte, vi sono reali e gravi possibilità che non possano essere applicate, in quanto già dalla prima documentazione reperita risulterebbero in esubero almeno un centinaio di lavoratori”.
“Riteniamo inaccettabile una situazione di tale gravità” dichiarano le organizzazioni sindacali, che poi concludono: “Abbiamo convenuto con l’assessore di organizzare un inontro di confronto tecnico con i soggetti interessati, nel quale coinvolgere l’ispettorato provinciale del lavoro”.
Il tavolo dovrebbe costituirsi prima dell’apertura delle buste. In questo modo, secondo i rappresentanti dei lavoratori si potrebbero evitare pesanti ricadute sul lavoro e sul servizio di pulizia.
Vesco si è attivato per accogliere le richieste delle sigle sindacali, inviando una lettera all’amministratore delegato di Trenitalia, Vincenzo Soprano, al responsabile delle relazioni industriali, Domenico Braccialarghe e a Silvano Roggero, responsabile della divisione passeggeri regionale chiedendo “di conoscere il numero esatto, distinto per cantiere, di tutti i lavoratori attualmente impegnati in tale attività di pulizia, per poter avviare un confronto con le parti sociali prima dell’assegnazione delle gare di appalto”.
Secondo l’assessore, infatti, non vi sarebbe sufficiente chiarezza sui numeri degli addetti alla pulizia dei convogli, che vedono coinvolti sia i dipendenti dell’azienda titolare del servizio che addetti di ditte in sub appalto. In questo modo si rischierebbe di ledere le garanzie occupazionali, che “devono riguardare tutti i lavoratori”.
