
[thumb:689:l]Provincia. Tre incendi boschivi in due giorni fra le Albisole e Stella. Il sospetto dell’origine colposa grava sui roghi, che sarebbero da imputarsi all’imprudenza di agricoltori che hanno acceso fuochi per bruciare residui vegetali. Ieri due ettari di vegetazione sono andati in fumo ad Ellera, in località Piantavigna. Secondo le ipotesi del Corpo forestale, le fiamme sarebbero sfuggite ad un contadino che stava facendo pulizie sul proprio terreno e aveva appiccato il fuoco ad una catasta di rovi. “E’ vietato, salvo espresse autorizzazioni, accendere fuochi per bruciare sterpaglie a meno di 50 metri dai boschi – sottolineano i responsabili del WWF di Savona, stigmatizzando la mancanza di cautele – E’ sempre vietato accendere fuochi per altri motivi, ad esempio per cuocere vivande, a meno di 100 metri dal bosco, salvo speciali deroghe. Mai accendere fuochi di notte, quando c’è vento, con lo ‘stato di grave pericolosità’. Esistono sanzioni salate. Manca, evidentemente, il buon senso e la dovuta prudenza di alcuni”.
L’esperienza insegna, soprattutto a chi opera nella vigilanza ambientale, che la sicurezza nel maneggiare il fuoco non è mai abbastanza. “Tre incendi in due giorni dimostrerebbero però che la fatalità, associata all’eccessiva fiducia in se stessi, e l’imprudenza, è sempre in agguato e, quando colpisce, provoca danni ingenti e conseguenze spiacevoli per tutti – osservano dal WWF – Chi accende un fuoco al di fuori delle regole è sempre nelle condizioni potenziali di causare un incendio, che non solo distruggerà del bosco, ma costituirà un pericolo gravissimo anche per la pubblica incolumità e per chi dovrà intervenire per spegnerlo. In Provincia di Savona, è bene ricordarlo, sono caduti, negli ultimi anni, ben due Canadair e sette sono stati i morti uccisi, direttamente o indirettamente, dal fuoco. Le conseguenze civili e penali per i responsabili sono inoltre sempre molto pesanti. Col fuoco non si scherza”.