[thumb:4043:l]Savona. Hanno scioperato per 48 ore i lavoratori del porto di Savona, astenendosi da ogni attività come indicato da Cgil, Cisl e Uil dopo l’incidente mortale che si è verificato nel porto di Genova. Fabrizio Cannonero, camallo di 40 anni, ha perso la vita precipitando da una decina di metri di altezza mentre era intento alle operazioni di scarico dei container da una nave giapponese. L’incidente – il secondo mortale, in poco meno di dodici mesi nello scalo genovese – è accaduto nella notte sulla banchina del terminal Sech. Cannonero era salito con un compagno a bordo della nave “Mol Renaissance” per liberare dalle pesanti sbarre che tengono bloccati in navigazione i container da scaricare. Il compagno ha udito un grido soffocato e quando si è girato non lo ha visto più. Era volato giù sulla banchina, una decina di metri più in basso, forse perché sbilanciato da una lunga sbarra di ferro o per la mancanza di un idoneo parapetto. La notizia si è sparsa subito sui moli e la decisione di scioperare è stata immediata. Anche a Savona i lavoratori del porto fino alle 7 di questa mattina hanno incrociato le braccia.
“Quanto accaduto all’operaio della Culmv Fabrizio Cannonero è un grande dolore anche per la comunità portuale savonese. Dobbiamo lavorare ancora per applicare le indispensabili misure di sicurezza e tutela di chi lavora negli ambiti portuali” ha detto il presidente dell’Autorità Portuale di Savona, Rino Canavese. “Dalla scorsa estate – ha aggiunto – siamo impiegati ad arrivare alla certificazione di tutte le attività portuali al fine della sicurezza”.
Il riferimento è all’accordo siglato nell’autunno del 2007 fra il porto e l’Inail che sancisce la collaborazione per un progetto di salvaguardia dei lavoratori con corsi di formazione. Entro fine anno dovrebbero essere concluse le procedure di certificazione in cui la Culp svolge un ruolo fondamentale.
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