Savona, mostra antologica dedicata a Mario Rossello

Albero_blu mostra Rossello

[thumb:6436:l]Savona. E’ stata presentata questa mattina a Savona la mostra di Mario Rossello, che verrà inaugurata martedì 4 aprile alle ore 17 presso il Palazzo del Commissario della Fortezza Priamar. La mostra è curata da Giorgia Cassini e promossa dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Savona, dalla Fondazione De Mari Carisa e dalla Galleria ConArte.
A otto anni dalla scomparsa di Mario Rossello, nato a Savona nel 1927, la sua città natale regala al pubblico la prima antologica di carattere istituzionale dedicata al suo lavoro. Un evento espositivo di alto livello, una mostra che esplora il raffinato universo della sua produzione entro un allinearsi di capolavori accanto ai quali sono presentate anche opere inedite: bronzi, marmi, vetrate e ceramiche, oltre a fotografie e filmati capaci di gettare una luce sul suo prolifico processo creativo. Questo è quanto si propone la mostra “Mario Rossello: 1950 – 2000”, che rimarrà aperta ai visitatori fino al prossimo .
Come ogni museo attento al proprio territorio, il Priamar presenta un’incredibile quantità di dipinti: composizioni di ogni periodo, oltre a sculture, ceramiche e vetrate.
Non era mai capitato di poter ammirare in una volta un tal numero di opere create da Rossello. La felice eccezione è dovuta alla disponibilità di vari collezionisti e privati ed alla propizia occasione celebrativa voluta e promossa meritoriamente dalla Città di Savona. “È un’emozione senza pari – afferma Giorgia Cassini – poter ripercorrere l’avventura creativa del M° Rossello che è senza dubbio uno degli autori più influenti del Novecento. Fin dagli esordi egli seppe suscitare l’interesse dei critici elaborando opere capaci di raccontare, con modalità del tutto innovative, le incertezze, le perplessità e le attese che agitarono gli anni della sua generazione. Il grande pubblico imparò a conoscere Rossello attraverso i lavori che l’artista portava in giro nelle Biennali e alle vernici più prestigiose. In questa grande mostra dedicata alla sua produzione a partire dagli anni Cinquanta, decennio in cui l’artista pose le basi per tutta la sua riflessione successiva, gli ambiti di ricerca scientifica sono diversificati in modo da individuare i passaggi chiave che hanno caratterizzato e scandito i cinquant’anni della sua carriera. Da un punto di vista storico l’esposizione assume carattere retrospettivo, tracciando un’esauriente bilancio sulla creazione artistica di Mario Rossello ed immettendola, volutamente, nel tempo in cui si è sviluppata per dar luce ai legami, alle assonanze, alle relazioni, agli intrecci che l’artista maturava con la situazione culturale a lui contemporanea”.
Di seguito una nota dell’Assessore alla Cultura Ferdinando Molteni:
“Gli alberi di Mario Rossello, per noi che siamo di Savona, fanno parte del paesaggio tanto quanto gli ulivi e le palme che contrappuntano il territorio. Rossello è stato ed è un artista importante. Uno di quelli, uno dei pochi, che da Savona, con intelligenza e tenacia, è riuscito a raggiungere le vette dell’arte nazionale e internazionale. Quanta strada ha fatto Rossello. Dalle prime opere nate nel clima, fervido e popolare dell’Albisola dei primissimi anni Cinquanta, all’approdo, a metà di quel decennio, nella capitale milanese. L’amicizia con Carlo Cardazzo, compagno della savonese Milena Milani, che ne ospita diverse personali alla Galleria del Naviglio. E poi la ricerca di un linguaggio proprio, quella “personalissima figurazione”, per dirla con Germano Beringheli, che porterà il Maestro a divenire un “romantico razionalista”, come felicemente lo definì Flavio Caroli. Incapace – è ancora Caroli – di mostrare, nel suo percorso, “la tentazione di rinunciare agli incanti del visibile e di rifugiarsi in quella che si usa definire astrazione.
E poi le grandi commesse: per Osaka 90, per lo stadio di San Siro, per la Rinascente di Milano, per la sede della Cee a Bruxelles, per la chiesa di Padre Pio – progettata da Renzo Piano – a San Giovanni Rotondo. Quanta strada ha fatto Rossello. Quanti alberi ha piantato nella sua cinquantennale carriera. Ora, grazie alla volontà amorevole della sua famiglia e al talento e la passione di Giorgia Cassini e Nicoletta Negro, Mario Rossello è finalmente tornato a casa.
L’impegno a favore di un progetto di valorizzazione e celebrazione dei natali savonesi di Mario Rossello vedrà la donazione, da parte della famiglia dell’artista alla città di Savona, della pregiata opera intitolata L’albero di ferro, scultura del 1994 che rappresenta il soggetto – icona della produzione del Maestro: un albero slanciato per una altezza di 3,30 metri qui caratterizzato da una linea aspra e spezzata fatta di compenetrazioni spaziali; da collocarsi a pubblico godimento, con l’intento di comporre un ideale legame con gli esemplari marmorei, già opere pubbliche, disseminati sul territorio di quella che diventò la sua città adottiva: Milano. Un legame sentimentale fra le due realtà, quella ligure e quella lombarda, che accompagnò l’intera esistenza di Rossello e che trova in questo omaggio compiuta e formale esplicazione.
In omaggio alla riflessione e al contributo per una qualificazione sociale ed estetica dell’intervento umano sul territorio portata avanti da Rossello quale segno distintivo della propria ricerca artistica, è stata scelta curatoriale il collocare un’installazione sul prato digradante la Fortezza Priamar che ricreasse attorno all’Albero di ferro il lieto librarsi, il felice comporsi dei gabbiani, simbolo eloquente ed efficace della sua produzione che offre all’immaginario collettivo il ruolo di una natura significante e libera”.

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