Sanità: in Liguria progetto pilota per valutazione servizi

Regione. Un gruppo scientifico di esperti internazionali, presieduto da Ignazio Marino, chirurgo e presidente della commissione sanit del Senato, attiverà un sistema di valutazione del servizio sanitario ligure, sulla scia di quello adottato dalla Regione Toscana. “Mi auguro che la Liguria faccia da apripista e rappresenti un laboratorio cui anche le altre regioni italiane si possano ispirare per avviare ovunque processi di valutazione della sanità” ha dichiarato Marino nel corso della presentazione del progetto agli operatori della sanità liguri.
“Sarebbe molto utile – ha aggiunto – poter creare nel nostro paese un’Authority imparziale che assicuri controlli omogenei e superpartes per tutti: strutture pubbliche e private. Un’autorità indipendente che verifichi i requisiti per l’accreditamento, accerti la qualità dei servizi, l’appropriatezza delle prestazioni, ed i risultati in termini di sopravivenza dei pazienti, complicanze o ricoveri inutili”.
Il presidente della Regione Liguria Claudio Burlando ha auspicato che il sistema diventi operante nel 2010. Il pool di esperti sarà composto da Richard Gwyn Bevan, professore della London School of Economics, Gregorio Gomez Soriano, direttore dell’agenzia sanitaria di Valencia, Thomas Nasca, presidente del Collegio dei Medici di Chicago, Adalsteinm Brown, viceministro della sanità in Ontario (Canada). Saranno affiancati dalla scuola superiore S. Anna di Pisa che in Toscana lavora da cinque anni ad un sistema di valutazione dei servizi sanitari.
“Se un paziente – ha spiegato il professor Marino – viene inutilmente e costosamente ricoverato cinque giorni prima di un intervento chirurgico o trattenuto per dieci giorni solo per medicare una ferita, il reparto sar valutato negativamente ed eventualmente sanzionato. Se invece una struttura dimostra, numeri alla mano, efficienza e appropriatezza dovrà essere ricompensata con le tecnologie più innovative, con più personale e, perchè no, anche con incentivi economici per gli operatori. Ma non saranno scelte improvvisate o dettate da motivazioni di tipo clientelare”.
Un aspetto non secondario sono gli sprechi, che, secondo le rilevazioni dell’Osservatorio del Nord Ovest, in sanità superano ogni anno i 15 miliardi di euro. L’ obiettivo, ha affermato Burlando, di “consegnare la sanità ai cittadini, rendendo evidenti e pubblici i risultati raggiunti dalle strutture”.
“Ho chiesto al professor Marino quattro cose – ha precisato Burlando – Un sistema di valutazione dell’efficienza del sistema sanitario, la costruzione di un modello unitario di customer satisfaction, dopo che il paziente tornato a casa, la costruzione di un rapporto positivo e condiviso con gli operatori per avere un percorso interno di raccolta delle opinioni e l’acquisizione di dati per concentrare le risorse sulla qualità dei servizi”.
Ad illustrare l’esperienza gi acquisita in Toscana è stata la professoressa Sabina Nuti, della scuola Superiore di S. Anna: “Centotrenta gli indicatori di valutazione analizzati a cui abbiamo dato una misurazione oggettiva per consentire alle aziende di confrontarsi tra loro; a cominciare dalla qualit clinico-sanitaria, per seguire poi con il punto di vista dei cittadini, il punto di vista dei dipendenti, la capacità di sostenibilit àeconomica del sistema, la capacità di perseguire le strategie regionali e lo stato di salute della popolazione”. “Quando il lavoro di analisi ha preso il via cinque anni fa – ha ricordato – vi erano situazioni molto differenziate tra le singole aziende sanitarie, come le giornate di degenza pre-operatoria che andavano da 1 a 3 giorni, incidendo sul budget sanitario toscano per oltre 50 milioni di euro l’anno”.

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