Cronaca

Pietra Ligure, scrive al sindaco perché vuole rinunciare alla cittadinanza italiana

Pietra Ligure - comune

[thumb:1690:l]Pietra Ligure. Vuole rinunciare alla cittadinanza italiana per stabilirsi all’estero. Convinto del suo proposito, per realizzarlo però sta incontrando una serie di intoppi all’apparenza insormontabili. Dopo quattro anni di vicissitudini giudiziarie in Tagikistan durante le quali ha conosciuto anche il carcere, Ivo Toniut, 45 anni, originario di Tradate (Varese), è riuscito a tornare in Italia grazie ad una richiesta di grazia. Da alcuni mesi si trova a Pietra Ligure, città dove abita sua madre.
Al centro delle difficoltà di Toniut il conflitto fra i due apparati legislativi che regolano da una parte la rinuncia e dalla’altra la richiesta di cittadinanza. Spiega lo stesso interessato: “Secondo il decreto del Presidente della Repubblica n. 362 del 18 aprile 1994, art. 11, il cittadino italiano può rinunciare alla cittadinanza qualora risiede o stabilisca la residenza all’estero. Stando alle leggi di quei Paesi presso uno dei quali è mia intenzione stabilirmi, invece, la mia ammissione sul loro territorio finalizzata a stabilire la residenza e ad acquisire la cittadinanza è valutata solo nel caso in cui io abbia già formalmente rinunciato alla cittadinanza italiana”.
Ma Toniut è risoluto a ripartire e sistemarsi altrove, soprattutto per essere più vicino alla figlia Linda, che risiede nella Federazione Russa. Già alle prese con la definizione del proprio status anagrafico, il qurantacinquenne, ex responsabile di una Ong impegnata nei Paesi dell’ex Unione Sovietica con scopi umanitari, al suo rientro a Pietra aveva dichiarato pubblicamente di volersi ritenere apolide. Di fronte al diniego del rilascio del passaporto, concesso solo successivamente, aveva detto: “Restituitemi le libertà di cui mi state privando. Sono nella condizione di non poter svolgere attività lavorativa all’estero per contribuire al mantenimento di mia figlia né posso rivederla”.
Ora Toniut vuole ripartire e, in qualche modo, lasciarsi alle spalle formalmente l’Italia. In questi giorni ha deciso di esperire l’ennesimo tentativo: ha preso carta e penna ed ha scritto al sindaco di Pietra Ligure, Luigi De Vincenzi: “E’ mia intenzione rinunciare alla cittadinanza italiana per poi trasferirmi all’estero – si legge nella missiva – Chiedo pertanto il suo intervento affinché io possa rinunciare alla cittadinanza italiana per poi stabilirmi in un Paese nel quale potrò usufruire di quei diritti fondamentali attualmente non concessimi né sul territorio del suo Comune presso i cui registri anagrafici sono iscritto, né sul territorio nazionale italiano”.

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