Liguria. Sono 40.000 le colf e badanti in Liguria, di cui 19.000 immigrate, a fronte di 37 mila lavoratori nell’industria metallurgica. Ma il divario diventa ancora più marcato se si tiene conto degli immigrati irregolari o in attesa di regolarizzazione impiegati nell’assistenza domiciliare e familiare che sono stimati in circa 20.000. Il dato emerge da un’analisi sulla congiuntura economica nel 2007 della Liguria pubblicata dalla Cgil in vista della conferenza di organizzazione del sindacato del 2 aprile.
La fotografia dell’economia e dell’occupazione regionale evidenzia le trasformazioni in atto sul lavoro. In particolare, emerge che nel 2007, su 649 mila occupati, 16.000 lavoravano in agricoltura (2.000 in più rispetto al 2006), 137 mila nell’industria (5.000 in più tenendo per conto anche dell’edilizia che ha segnato per un calo di 2.000 unit) e 496 nei servizi (1.000 in più). Continua poi la contrazione del peso specifico dell’industria manifatturiera sul valore aggiunto complessivo della regione con appena il 13% (contro il 20% nazionale e il 23% del Nord Ovest), mentre il macro comparto dei servizi e del terziario raggiunge quasi l’80%. A conferma della maggior domanda di lavoro di cura e di assistenza sono poi i dati sulle dinamiche demografiche: i liguri di età compresa tra gli 0 e i 14 anni rappresentano l’11,1% della popolazione (rispetto al 14,1% italiano), tra i 15 e i 64 anni il 62% (66,2%), gli over 65 il 26,5% (19,7%) e gli over 80 il 6,6% (4,4%).
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