Un dato allarmante nel giorno in cui scade l’ultimatum di Pechino ai tibetani. Arriva da Dharmasala, nel nord dell’India, dove ha sede il Parlamento dei tibetani in esilio che parla di un centinaio di vittime nella rivolta in Tibet. Anche il Dalai Lama denunciando un “genocidio culturale”, aveva parlato di strage: 100 vittime della repressione cinese. Ma Pechino sminuisce e fornisce altre cifre. Secondo un alto funzionario cinese, Qiangba Puncog, governatore regionale del Tibet, i ”civili innocenti” uccisi nei disordini di venerdì a Lhasa sarebbero soltanto tredici.
ESTERI – Tibet, “un centinaio le vittime della repressione”