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Al via la Milano-Sanremo, il tratto delle Manie non è gradito dai velocisti

Ciclismo, Milano-Sanremo

[thumb:6390:l]Riviera. La Milano-Sanremo, classica delle classiche del ciclismo italiano, si presenta, quasi centenaria, con due importanti novità: il tratto finale allungato di 550 metri col traguardo in riva al mare, anziché in via Roma dove è quasi sempre stato, e la deviazione delle “Manie” sulla collina finalese.
Quasi come una manciata di peperoncino caduta in una pietanza già piccante di suo. Entrambe le varianti sono infatti dovute a esigenze della viabilità: i lavori per lo scolmatore nella città dei fiori e la frana di Noli nel tratto savonese. Quel mezzo chilometro abbondante in più alla conclusione della corsa (il percorso totale è di 298 km) potrebbe anche passare per una variazione insignificante e, in effetti, alcuni tra i protagonisti e gli addetti ai lavori ritengono che non sia una novità tecnicamente importante.
In ogni caso, mentre col traguardo a via Roma si arrivava ai quattrocento finali a lanciare la volata in un rettilineo ben coperto, oggi, dopo una esse con la prima curva stretta e la seconda più agevole, alla fine di un tratto dritto e veloce, la testa del gruppo, o il battistrada più o meno solitario, si troveranno ai 500 finali del lungomare Italo Calvino. Con un capriccioso e imprevedibile avversario in più e cioè il vento, scontato sul lungomare. Che potrebbe essere solo una bava leggera e laterale, ma anche una raffica forte e contraria, capace di frenare l’allungo e costringere ad una difficile ripartenza.
Filippo Pozzato, vincitore dell’edizione 2006, ritiene, per esempio che possa essere un vantaggio arrivare davanti alla esse. “Se prendi qualche secondo – dice – lì non ti vedono più e non dai punti di riferimento”. Una curva che può essere ‘creativa’ secondo un mito del ciclismo come Felice Gimondi. “Lì si può inventare qualcosa”, afferma l’ex iridato che vinse l’edizione 1974.
Fa più discutere invece la salita alle Manie, dopo 193 km di corsa. Qui gli atleti dovranno passare per aggirare la franda di Capo Noli, che ha tranciato in due l’Aurelia. La strada delle Manie sembra fatta apposta per “strizzare” energie supplementari ai velocisti, una specie di handicap per i signori dello sprint. Si tratta di quasi cinque chilometri con 315 metri di dislivello e una pendenza media del 6,7%, ma si arriva all’11 nel tratto più duro. E nove km di discesa per tornare sull’Aurelia. A quel punto mancano 85 chilometri al traguardo e tutto dovrebbe essere ancora da decidere. Ma chi è interessato a “stancare” i velocisti sa che questa salita deve farla forte.
Oggi dunque, sabato 22 marzo, l’edizione numero 99 dell’atteso evento ciclistico, con una rosa di 25 squadre, ciascuna con i suoi uomini di spicco: Ag2r-La Mondiale (FRA): Nocentini, Krivtsov; Barloworld (GBR): Gasparotto, Hunter, Soler; Bouygues Telecom (Fra): Champion, Jerome; Caisse d’Epargne (SPA): Rojas, Lastras; Cofidis, le credit par telephone (FRA): Sylvain Chavanel, Nuyens; Credit Agricole (FRA): Hushovd, Hunt; Csf Group-Navigare (IRL): Sella, Richeze; Diquigiovanni-Androni (VEN): Axelsson, Illiano; Euskaltel Euskadi (SPA): Aramendia, Galdos; Francaise des Jeux (FRA): Sébastien Chavanel, Gilbert; Gerolsteiner (GER): Rebellin, Schumacher; High Road (GER USA): Ciolek, Hincapie; Lampre (ITA): Ballan, Baldato, Napolitano; Liquigas (ITA): Pozzato, Fischer; Lpr Brakes (IRL): Di Luca, Savoldelli; Miche-Silver Cross (SMR): Niemiec; Ngc Medical-Otc (SVI): Cannone; Quick Step (BEL): Bettini, Boonen, Visconti; Rabobank (OLA): Freire, Flecha; Saunier Duval-Scott (SPA): Riccò*, Capecchi; Silence-Lotto (BEL): Hoste, McEwen; Slipstream (USA): Backstedt, Dean; Team Csc (DAN): Cancellara, O’ Grady; Team Milram (GER): Petacchi, Zabel, Astarloa; Tinkoff Credit System (ITA): Ignatiev, Brutt.

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