Politica

Anche ad Albenga con Angius è partita la campagna elettorale dei Socialisti

Albenga. Dopo la conferenza stampa nella mattinata a Genova e il comizio tenuto nel tardo pomeriggio in piazza Sisto che ha ufficialmente inaugurato per i socialisti anche nella provincia di Savona l’apertura della campagna elettorale, si è concluso lunedì sera all’auditorium San Carlo il mini-tour ligure di presentazione del programma e dei candidati locali del senatore e capolista alla Camera per il Partito Socialista Gavino Angius.
Presenti i candidati savonesi nelle liste liguri del partito: per il Senato (capolista in Liguria, Giorgio Brero), l’ex colonnello dell’aviazione Aldo Tamburini di Andora e il consigliere comunale a Savona, già presidente provinciale dell’Ordine dei Medici, Renato Giusto; per la Camera, Roberto De Cia, anch’egli consigliere a Savona, e Marina Lombardi, commerciante e assessore nel comune di Stella, in Liguria unica donna nella lista socialista. Era invece assente, “per motivi di servizio” è stato detto, l’ultimo candidato savonese, il vigile del fuoco Francesco Anaclerio. Brevi ma molto “appassionati” i loro interventi (solo De Cia non ha preso la parola), in particolare quello di Renato Giusto che ha toccato a volo di uccello i temi della laicità, della difesa della legge 194 e della pillola Ru486 ma non si è soffermato sulla questione del servizio sanitario pubblico, definito “disastroso”, tema invece affrontato con vis polemica nel pomeriggio a Savona.
“Inizia anche ad Albenga la campagna elettorale del Partito socialista che ci porterà nelle prossime settimane in tutte le piazzette e frazioni” per affrontare “anche i temi più locali del nostro territorio”, ha esordito il segretario provinciale del partito e vice sindaco di Savona Paolo Caviglia che nel suo intervento ha sostenuto con molta forza le ragioni di una necessaria persistenza di una forza socialista riformista autonoma che conservi “anche in Italia come in tutta Europa” nel suo nome e nel suo simbolo la propria lunga tradizione. “Del Pdl e di Berlusconi non voglio parlare, questa sera” ha proseguito Caviglia tra gli applausi della piccola platea. Sono invece ritornate nel suo intervento, così come poi in quello del vicepresidente vicario di Palazzo Madama Gavino Angius, le dure critiche indirizzate dai socialisti in queste ultime settimane al Partito Democratico dopo il mancato accordo e non sono mancati neppure attacchi altrettanto duri rivolti alle scelte dei radicali (“noi non ci siamo venduti per avere dei finanziamenti e 9 posti”, ha poco dopo velenosamente rincalzato il senatore Angius), con i quali non è stato possibile ripetere una convergenza, per altro politicamente tormentata, simile a quella raggiunta nella scorsa tornata elettorale con la lista della “Rosa nel Pugno”. Critiche condivise “da molti degli stessi radicali” secondo Caviglia che, d’altra parte, non ha fatto mistero di guardare anche proprio al loro “elettorato di opinione” (“penso che molti dei radicali più attenti – ha sostenuto il segretario savonese – voteranno il nostro partito”) per rafforzare il proprio voto di sostegno in queste elezioni che per socialisti notoriamente si presentano difficili e tutte in salita.
Le recenti polemiche con il PD, la sua distanza dai programmi del PSOE spagnolo di Zapatero, partito che non “a caso nel suo nome conserva le parole ‘socialista’ e ‘operaio'”, le infrastrutture, la sicurezza dei cittadini e un netto richiamo alla “necessità di forti politiche pubbliche” in settori cruciali come la sanità e la scuola (“una sorta di New Deal”, secondo quanto aveva detto in mattinata sintetizzando nella conferenza stampa a Genova) sono stati, infine, taluni dei punti richiamati dal senatore Gavino Angius il quale si è poi brevemente soffermato su alcuni temi cardine del programma proposto agli elettori dal Partito Socialista: “una casa”, condizione necessaria per i giovani per potersi fare una famiglia, “una scuola pubblica che dia più sapere ai giovani, che rimotivi gli insegnanti, che continui nell’università e che dia più fondi alla ricerca” e “un lavoro stabile, non solo flessibile che pure serve ed è utile ai giovani e alle imprese ma non può essere la condizione ordinaria, un lavoro stabile deve essere la norma non l’eccezione, come sta scritto nel programma del partito socialista europeo approvato ad Oporto”. Questi, ha sostenuto in conclusione del suo intervento il capolista alla Camera del Partito Socialista, “penso siano tre obiettivi di una grande forza di sinistra riformista, sono tre punti di un programma strategico che guarda soprattutto alle giovani generazioni”.

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