Albenga. L’ultimo appuntamento della stagione teatrale di Albenga è dedicato a una delle attrici comiche più amate del panorama italiano, Lella Costa, ad Albenga con uno spettacolo per la regia di Giorgio Gallione e le musiche di Stefano Bollani, che, come altre opere dell’attrice meneghina, si dedica all’esplorazione di una storia (al femminile) riletta e reinterpretata con la sensibilità dell’oggi. “Alice, una meraviglia di paese” sarà in scena venerdì 28 marzo, alle ore 21, al Teatro Ambra.
Questa Alice non è soltanto la bambina bionda e un po’ saccente che viaggia nel paese delle meraviglie ingerendo funghi e attraversando specchi, croce e delizia di un signore geniale e visionario dalla reputazione fatalmente ambigua. E’ anche altro. E’ il salvacondotto per ogni possibile esplorazione delle parole, del linguaggio e del metalinguaggio, del gioco, della musica in ogni accezione… E’ il simbolo di qualcosa, di tante cose che hanno popolato i sogni e i viaggi di tanti esploratori contemporanei; e di tante avventure… E’ la radio che da Bologna negli anni settanta raccontava in diretta il mondo che esplodeva. E’ quella che si faceva il whisky distillando i fiori, quella che non abita più qui (se mai qui è stata), quella che guarda i gatti e viaggia nelle città… E’ il nome che oggi si ritrovano addosso tante giovani donne che sono nate quando i loro genitori pensavano che il mondo si potesse cambiare, o almeno colorare in un altro modo… E’ il più visionario (e meno infantile) dei film di Walt Disney… E’ il nonsense, il surreale come sublime piacere del paradosso, ma anche come grimaldello per esplorare e raccontare alcuni luoghi dell’indicibile contemporaneo.
Ma Alice è anche inseguire “una specie di speranza disperata” consapevoli che talvolta viviamo prigionieri dei sogni altrui e che la “meraviglia di paese” in cui viviamo spesso è nient’altro che un mondo odioso e sgarbato, popolato da re e regine malvagie e da ciclopi ipnotizzatori col volto a forma di monoscopio.
E se “pensare confonde le idee” o è consigliabile, come ci dice Alice, imparare a guardare ogni cosa con una sorta di strabismo mentale, sarà forse utile (e divertente) attraversare pure i paradossi e i controsensi del mondo contemporaneo alla ricerca della follia e dell’insensatezza del nostro paese delle meraviglie, spesso troppo simile ad una partita a scacchi giocata da Re decerebrati e arroganti Cappellai Matti.
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