Savona, riapre alla domenica la mensa dei cappuccini

Savona. Domenica 17 febbraio riaprirà la mensa per i bisognosi presso il Convento dei frati cappuccini di Savona, alla Villetta. La mensa, aperta solo per il pranzo della domenica, offrirà il pasto a partire dalle ore 11.30 nel locale a lato della chiesa. Per una migliore organizzazione del servizio, è richiesto l’arrivo al convento non oltre le 11.
Intanto padre Valentino Vallarino, missionario cappuccino nella Repubblica Centrafricana dal 1962, è rientrato a Savona per un periodo di riposo, che durerà circa due mesi. Impegnato in un territorio a nord-ovest dello stato centrafricano, costituito da quattro Comuni con circa 90.000 abitanti, in questi ultimi due anni padre Vallarino per svolgere la sua missione ha dovuto trattare con i militari ufficiali e i militari ribelli. “Nell’ultimo periodo – spiega il missionario – la razza Pana, prevalente nella popolazione, ha subito un vero e proprio martirio, tormentata dai militari regolari venuti dalla capitale (da 650 km) per ricercare i ribelli al regime, là annidati. Il risultato è stato che molti villaggi sono stati incendiati, con l’accusa di aver appoggiato o nascosto i ribelli”. “Da parte nostra – continua il missionario – ci siamo inseriti in questa umanità sofferente, cercando anche di fare da cuscino tra i differenti gruppi. Questo modo di agire è certamente impegnativo: i militari, sia regolari che ribelli, sanno infatti che noi vogliamo collaborare con tutti, per il bene del paese, e che non abbiamo partito preso, se non il bene e la pace dei villaggi della savana. Siamo già riusciti varie volte a far incontrare, disarmati, i vari capi militari, così da spingerli a parlare tra di loro con il desiderio di dialogare sinceramente, senza la paura di aggredirsi a vicenda”.
In questo periodo di riposo in Italia, conclude padre Vallarino, “vorrei far riposare un po’ la testa e allontanarmi per un certo tempo dai problemi dei militari regolari e dei ribelli. Essendo la `voce’ di coloro che soffrono soprusi e non possono parlare, ho avuto minacce contro la mia persona da malintenzionati. E’ meglio che i fatti si decantino un poco. Sono venuto inoltre per ricaricarmi spiritualmente e pure per la mia gente: sono veramente coraggiosi e noi non abbiamo la costanza e la resistenza che loro hanno. Ma dobbiamo ancora aiutarli, sostenerli. Oltre alle malattie, che `asciugano’ qualsiasi risparmio che possono avere con la vendita del loro miglio, hanno urgente bisogno per le scuole. Il villaggio di Ndanga ha già fatto le fondazioni della chiesa: bisogna aiutarli. Per questi villaggi e per tanta povera gente, sono venuto con la speranza nel cuore. Spero di poter ripartire, se Dio vuole, nella prima quindicina di aprile”.

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