Politica

Regione: nasce gruppo federativo della Sinistra Arcobaleno

Regione. Restano fedeli al patto con la giunta Burlando e con il Pd (“fino a quando gli accordi programmatici reggono”), ma, nella nuova veste di gruppo federato della Sinistra Arcobaleno, i partiti della sinistra (Prc, Pdci, SD e Verdi) si presentano da oggi in Consiglio regionale come “l’unico vero nuovo soggetto politico” e, rivolti agli alleati, evidenziano la “nuova forza d’urto consistente in otto consiglieri e due assessori”. Accelerata dalle elezioni politiche, la coesione delle forze di sinistra si concretizza dunque in Liguria con un gruppo che comprende un terzo dei consiglieri di maggioranza. Oggi, la Sinistra Arcobaleno ha presentato il nuovo simbolo promosso ieri a livello nazionale. “Per ora diventiamo un gruppo federato – ha spiegato Marco Nesci -, poi, seguendo i tempi e i passi dettati a Roma ci riuniremo in un unico gruppo regionale”. Cristina Morelli, Franco Bonello, Tirreno Bianchi, Carlo Vasconi e Marco Nesci, hanno parlato oggi anche a nome di Mino Ronzitti, Giacomo Conti e Lorenzo Castè, assenti per impegni, e hanno spiegato: “questo nuovo gruppo d maggiore forza anche ai due assessori in giunta, Franco Zunino e Giovanni Vesco”. “Pretenderemo rispetto e scelte concordate con la giunta Burlando – hanno affermato – e intanto prendiamo atto che l’ assessore Ruggeri dichiara che l’interlocutore del Pd è il centro e non la sinistra radicale”
“Laicità e autonomia – ha detto Morelli – sono i nostri tratti distintivi che evidenzieremo al meglio entro breve con una assemblea degli eletti e con un programma molto dettagliato”. “Questo nuovo gruppo è una evoluzione del Forum della Sinistra (a cui non aderivano i Verdi) – ha detto Bonello -. Confermiamo lealtà e sostegno a Burlando e alla giunta ma faremo una azione autonoma rispetto al Pd”. “Non abbiamo un programma copiato agli altri – ha aggiunto Bianchi – il lavoro sarà al centro dei nostri piani. Emergenze come quella della Maersk che annuncia 130 licenziamenti ci fa dire che le multinazionali non possono venire qui a fare i loro comodi”. “Nel nuovo gruppo – ha spiegato Carlo Vasconi – potremo trovare la sintesi delle problematiche lavoro-ambiente, spesso anche in conflitto tra loro a causa di un equivoco sullo sviluppo compatibile con la salute”.

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