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Manuale delle tecniche base del bricolage

La diagnosi
Con un mobile o un vecchio oggetto da restaurare ci si deve comportare come fa il medico con il malato: lo esamina, formula la diagnosi e decide quali cure prestargli.
Il nostro mobile può avere diverse provenienze: può essere un mobile di famiglia ed essere stato discretamente conservato o essere un mobile trovato in una vecchia soffitta o in un mercatino.
Si procede con una diagnosi sistematica ed un progetto; bisogna conservare e compiere attentamente: l’analisi dello stile, lo stato attuale di conservazione, la pulitura dei fondi, la preparazione dei fondi, eseguire il progetto (bozzetto), la scelta dei materiali, l’esecuzione e le finiture.

Le puliture
Puliture di un mobile inceratoUn mobile trattato a cera può essere pulito passandovi uno straccio o un pennello imbevuto di trementina preventivamente scaldata a bagnomaria;
immergere il pennello nella sostanza e passarlo sulla superficie, lo strato ceroso si sarà ammorbidito in poco tempo, quindi procedere all’asportazione dello sporco con uno straccio.
Pulizia di un mobile verniciato
Nel caso la vernice fosse gommalacca o nitrocellulosica, si potrà usare una soluzione composta da: una parte di alcol etilico a 94° ed una parte di essenza di trementina con poche gocce di olio paglierino. Questa mistura viene preparata in un contenitore mischiando tutte le componenti ed agitata prima dell’uso; quindi con un panno di cotone imbevuto si rimuove lo sporco.

Sverniciatura
Una sverniciatura totale è considerata aggressiva per il legno, quindi si ritiene necessaria solo quando lo stato superficiale è talmente danneggiato da non permettere le operazioni di pulizia già citate.
– Sverniciatura con solventi:
in commercio ne esistono di vari tipi, importante è utilizzare solventi più leggeri e passare a quelli più forti. Dopo 15-20 minuti dall’applicazione del solvente rimuovere la vernice con una spatola o una lama d’acciaio. L’operazione può essere ripetuta due volte. Dopo aver pulito con cura tutta la vecchia vernice passare un panno imbevuto d’alcool che servirà a fermare l’azione chimica del solvente e togliere eventuali residui. Queste applicazioni vanno eseguite in ambienti areati.
– Sverniciatura con carta vetrata:
è bene passare progressivamente da una carta vetrata a grana grossa (102-150) ad una più fine (240) e quindi ad una molto fine (400), scartavetrando con movimenti circolari nella direzione della fibra del legno e con la medesima pressione. Dopo aver asportato la polvere creata dalla levigatura (con un pennello), è bene passare la superficie con un panno imbevuto di alcool a 94°.

Trattamento antitarlo
I principali nemici del legno sono gli insetti xilofagi (mangiatori di legno). Questi animaletti ricercano le parti di maggior spessore perchè forniscono loro una maggiore quantità di cibo, seguono sempre le zone molli degli anelli di annata o i legni dotati di forti venature. Questi animaletti producono dei tunnel perpendicolari alla superficie, curvilinei e ramificati. Come prima cosa bisogna accertarsi se trattasi di buchi vecchi o se il tarlo è ancora attivo; per fare questa verifica basta posizionare l’oggetto in un luogo pulito e picchiettarlo delicatamente in modo da fare uscire l’eventuale segatura prodotta dal tarlo. Dopo aver tolto l’eventuale segatura si lascia l’oggetto nella stessa posa per 24 ore e poi si picchietta nuovamente; se i tarli sono ancora in funzione vedremo prodotta nuova segatura. In questo caso sarà necessario procedere al trattamento di disinfestazione con gli appositi prodotti (xilamon, timpest, petrolio).
Mettere questi prodotti in siringa ed iniettare il liquido nelle gallerie, ripetere l’operazione dopo 24 ore. Si consiglia di procedere al trattamento in ambienti areati.
Se la presenza del tarlo è massiva, si consiglia di utilizzare i succitati prodotti spennellando l’oggetto completamente e chiudendolo per 36 ore in cellofan chiuso ermeticamente.

Lavaggio
Quando si vuole ottenere, in seguito alla sverniciatura, una completa pulizia del legno, si può utilizzare questa mistura: 1/3 di acqua, 1/3 di ammoniaca al 6%, un terzo di acqua ossigenata a 130 volumi.
Occorre osservare le seguenti regole: usare i guanti, stare in ambienti arieggiati, usare la mistura solo su legno massiccio e non impiallacciato, utilizzarla su mobili di poco pregio.
La mistura viene applicata con un pennello sulla superficie lasciando agire per un tempo breve (deve formarsi una schiuma); ad operazione ultimata risciacquare con acqua pulita. Dopo il lavaggio il mobile deve asciugare per 3 giorni in un ambiente caldo ed asciutto.

Stuccatura
La stuccatura ha lo scopo di riempire piccoli fori, fessure o altre irregolarità della superficie. Si pratica prima della tinteggiatura del legno; in commercio sono reperibili di colore neutro o delle diverse gradazioni dei legni: quercia, noce scuro, noce chiaro, mogano, ciliegio, ebano.
Applicazione dello stucco: per applicare lo stucco si usano spatole in legno o metallo; occorre comprimere la pasta di stucco nei vuoti e nelle mancanze della superficie, avendo l’avvertenza di eccedere leggermente rispetto il livello del piano perchè durante l’asciugatura l’acqua contenuta nella pasta evapora provocando un leggero abbassamento della stuccatura. Quando lo stucco sarà essicato dovremo rimuovere gli eccessi con carta vetrata fine (400). Se la diminuzione dello stucco risulta eccessiva, ripetere l’operazione sino al livello della superficie. Nel caso il calo della stuccatura non risulti soddisfacente, sarà possibile rimuoverlo con acqua calda.

Tinteggiatura
La tinteggiatura del legno serve per mantenere il mobile nel colore naturale ed a evitare di riverniciarlo totalmente. Con questa operazione le venature del legno vengono valorizzate; per realizzare questo trattamento vengono utilizzati mordenti ad acqua o ad alcool.
Durante questo trattamento è indispensabile utilizzare dei guanti per evitare di macchiarsi la pelle.
– Mordenti ad alcool: si utilizzano su superfici già sottoposte alla prima fase di carteggio. Dopo aver diluito le terre o le aniline in gommalacca o alcool, si stendono le tinte con un pennello ottenendo un effetto velatura.
– Mordenti ad acqua: per la loro preparazione occorre mescolare i pigmenti in polvere con acqua calda; l’emulsione ottenuta deve riposare almeno un ora in un recipiente di vetro. É consigliabile, per favorire la penetrazione del mordente nel legno, aggiungere al praparato ammoniaca.
Prima di trattare la superficie esterna del mobile è consigliabile provare il praparato in una parte interna per valutare l’aspetto estetico che si otterrà.
L’applicazione del mordente, per le superfici irregolari, viene eseguita con l’utilizzo di una spugna naturale o un pennello.
L’applicazione deve avvenire rapidamente affinchè la superficie, a lavorazione ultimata, risulti ancora umida per poter intervenire in caso di errore.
Asciugare con un panno pulito la venatura del legno negli angoli e in tutta le parti dove potrebbe essere concentrato il colore in eccesso.
Lasciare asciugare per almeno 12 ore. Nel caso il colore risulti troppo scuro passare un panno umido per schiarire; nel caso risulti troppo chiaro, dopo almeno un ora, ripetere l’operazione. L’effetto che osserverete quando la superficie è ancora umida è simile al risultato finale dopo la lucidatura.

Preparazione del legno
Cementite: si trova già pronta in commercio da diluire in acquaragia, è da utilizzare un po’ liquida e stesa sia in orizzontale che in verticale. La cementite ha caratteristiche fortemente aggrappanti, fa presa anche su materiali verniciati e volendo evita la sverniciatura del legno. Vi consiglio comunque di sverniciare sempre affinchè il vostro lavoro resista più a lungo. Fate asciugare la cementite e scartavetrate il fondo. La cementite ha anche funzione di stuccare e sigillare riempendo le piccole depressioni della superficie.

Le finiture
In commercio esistono molti tipi di finiture ed ogni anno se ne producono di nuove e migliori si tratta solo di cercare, provare e scegliere.
Qui ne descriviamo una gamma ristretta.
– Flating: dall’aspetto un po’ caramelloso viene diluito in acquaragia, molto resistente all’acqua è la finitura per eccellenza per le imbarcazioni.
-Vernici all’acqua: sono inodori ed a rapida essiccazione; queste vernici sono molto comode, di facile stesura e atossiche. La finitura ad acqua si presenta con un colore lattiginoso e trasparente ed ha una finitura semi opaca.
– Gommalacca: resina di origine vegetale prodotta su certi alberi delle indie occidentali, si presenta in scaglie, grani o pastoni. É di colore aranciato, per questo la verniciatura conferisce un aspetto anticato. Si trova in commercio pronta all’uso; l’unico inconveniente di questo prodotto è la poca resistenza all’acqua ed all’alcool quindi, per evitare problemi, sarà necessario fissare questa finitura ulteriormente con la cera.
– Cera: la cera d’api si ottiene togliendo con diversi metodi il miele dai favi, fondendolo quindi con acqua calda si ottiene la cera grezza di color giallo bruno. Per purificarla si fa bollire con acqua e per imbiancarla si sottopongono strati sottili all’azione della luce aggiungendo della trementina. In commercio ne troviamo di vari tipi: bianche, gialle o pigmentate.
– Verniciatura alla nitro-spray: anche questa vernice è di facile reperibilità, asciuga in 6 ore, esiste in versione ludica o opaca.
– Bicomponente alla nitro: sono vernici molto resistenti, facilmente reperibili in commercio, adatte soprattutto per la decorazione dei pavimenti. L’unico svantaggio è la loro tossicità, quindi si consiglia di lavorare in ambienti ben areati.

Decorazione
– Colore di fondo: il nostro suggerimento è di utilizzare sempre colori all’acqua perché meno tossici, rapidi nell’essicazione e facili da applicare. L’effetto finale ricorderà i colori utilizzati anticamente con pigmenti e colle. Dopo aver deciso il colore di fondo preparatelo utilizzando idropittura bianca con l’aggiunta di pigmenti universali oppure impiegando colori universali già disponibili in commercio. Noi usiamo spesso colori acrilici.
Il fondo deve essere steso sempre in due mani ad incrocio verticale e orizzontale. Quando il colore è bene asciutto levigare leggermente (carta vetrata fine 400). Il mobile a questo punto è pronto per essere decorato secondo il nostro progetto.

Levigatura e carteggiatura
Dopo ogni mano di fondo di base, se si vuole ottenere un ottimo risultato, suggerisco di levigare la superficie con carta vetrata (grana media). La carta abrasiva che useremo deve essere bloccata su un pezzo di legno (tipo saponetta) o montata sulle navette in plastica apposite che si trovano in commercio. Questo fa si che la pressione della carta vetrata sull’oggetto sia uniforme. In alternativa alla carta vetrata, per carteggiare, possiamo usare la paglietta o lana di vetro. Se dobbiamo effettuare levigature leggerissime useremo la polvere di pomice.

Effetti di fondo
Possiamo mantenere il colore di fondo omogeneo oppure arricchirlo di effetti diversi:
– Nuvolato
Con il pennello piatto dare delle pennellate di pittura di una tonalità più chiara o più scura rispetto alla mano di fondo, le pennellate devono essere date omogeneamente in tutte le direzioni. Con una spugna precedentemente bagnata e strizzata tamponate le pennellate prima che si asciughino, cercando di creare delle nuvole una accanto all’altra molto soffici e leggere.
– Rigato
Preparare il colore e due pennelli piatti. Il primo pennello ci serve a stendere il colore che verrà pennellato dall’alto verso il basso o da sinistra verso destra, formando delle fasce parallele e attaccate tra loro. Con il secondo pennello, che sarà sempre asciutto e pulito, passeremo sulle fasce dipinte con il primo pennello per asportare parte del colore, questa operazione ci permetterà di intravedere il colore di fondo. L’effetto finale conferirà una superficie con delle striature evidenti ma molto dolci. Consigliamo di fare due fasce alla volta di colore e poi passare il pennello asciutto e pulito in modo che la pittura resti morbida da asportare.
– Antichizzazione
Per anticare il nostro lavoro possiamo asportare delle parti di colore levigando leggermente con lana di vetro sui bordi, sugli spigoli o intorno ai pomoli, più in generale tutte quelle parti che per naturale esposizione o usura si sarebbero deteriorate. Possiamo inoltre passare su tutto il nostro lavoro un velo di ceralacca naturale o pigmentata; questo passaggio lascerà sul lavoro una patina con riflessi più caldi.

Progetto
– Dipinti
Nel caso si intenda decorare il nostro complemento con delle parti dipinte è necessario realizzare la bozza del disegno su una velina leggera o su carta da lucido per avere la possibilità di posizionare il bozzetto sulla superficie e verificare se le forme sono adatte e proporzionate. A questo punto il disegno della bozza dovrà essere riportato a grandi linee sull’oggetto da decorare se è possibile con matite acquarellabili. Alcuni disegni si possono trasferire anche con la tecnica dello stencil, con carta graffite, con la tecnica dello spolvero o se avete una buona padronanza del disegno anche a mano libera. Se dobbiamo disegnare soggetti geometrici potremo aiutarci con righelli, squadre, compasso, scotch di carta e sagome costruite da noi.
– Decoupage
Per decorare con la tecnica del decoupage, una volta deciso il soggetto, dovremo ritagliare tutte la sagome cercando di essere precisi nel seguire il perimetro esatto delle figure. Vi consiglio di usare due paia di forbici piccole una con le lame dritte una stondate. Durante il ritaglio tenete le forbici inclinate verso l’esterno in modo da smussare verso l’interno lo spessore della carta. Se ci sono delle parti che implicano ritagli troppo piccoli o difficili è possibile tingere questi spazi bianchi con il colore del fondo del mobile; in questo modo una volta incollati risulteranno come se fossero ritagliati in tutte le parti. Possiamo ora posizionare i ritagli sul nostro oggetto ed abbozzzare il motivo decorativo e, se siamo soddisfatti, possiamo iniziare ad incollare le figure.
– Applicazioni
Il nostro progetto di decorazione può comprendere anche la presenza di decori in rilievo che servono a caratterizzare ulteriormente il nostro lavoro. Questi oggetti variano di lavoro in lavoro a seconda del tema scelto. Possono essere borchie, chiodi, angolari. Maniglie, bottoni,nastri, corda, pailletes e molto altro.

Rubrica a cura di Donatella Ciammola, interior designer di Segni e Impronta