Cronaca

Cairo, indagini sulla spedizione punitiva: fermato un italiano

[image:5351:r:s=1:t=Omicidio di Cairo]Cairo Montenotte. Indagini a ritmo serrato da parte degli inquirenti sulla feroce spedizione punitiva di Cairo Montenotte, dove un gruppo di giovani, dopo una rissa in discoteca, ha ucciso a calci e pugni il muratore Roberto “Billa” Siri, 37 anni, davanti al pronto soccorso dove aveva appena accompagnato un amico ferito nella zuffa, Salvatore “Toto” Tomaselli, 43 anni, imbianchino. Nelle ultime ore è emersa una pista italiana.
I carabinieri della compagnia di Cairo e del reparto operativo di Savona mantengono il massimo riserbo sulle indagini, ma si ha l’impressione che abbiano ricostruito a grandi linee la vicenda e stiano ricercando i responsabili sia della rissa sia della successiva, mortale, spedizione punitiva, attribuita sinora esclusivamente ad un gruppo di immigrati albanesi. I militari hanno infatti arrestato per la detenzione di una decina di grammi di hashish un giovane del posto, Samuel Costa, di 22 anni, denunciandolo anche per lesioni aggravate: avrebbe infatti partecipato alla colluttazione davanti alla discoteca B Spider di Bragno, nella quale Tomaselli è stato colpito a calci in faccia. Il giovane avrebbe raggiunto uno degli albanesi che insieme ad altri due connazionali stavano massacrando di botte Siri davanti al nosocomio valbormidese. Ma la posizione di Costa è ancora al vaglio degli investigatori.
Tomaselli, l’imbianchino ferito, attribuisce ad una ruggine per questione di donne il motivo dello scontro fisico; lo ha detto alla troupe della trasmissione di Raiuno “la vita in diretta” che lo ha intervistato all’ospedale San Martino di Genova, dove è ricoverato per le ferite al volto. “Li hanno presi quei bastardi?” ha chiesto Tomaselli alla giornalista della Rai. L’uomo, divorziato, con un figlio, ha rivolto un appello agli assassini di Roberto Siri a costituirsi. “Hanno dato a Roberto tanti pugni fino a farlo morire”, ha mormorato commosso.
Tomaselli ha detto di ritenere che gli aggressori siano albanesi e che il motivo della lite sia da cercare in apprezzamenti rivolti ad una ragazza, congiunta degli aggressori. Il giovane artigiano, che è stato colpito da numerosi calci in faccia, ha anche detto di non aver riconosciuto i rivali nelle foto mostrategli dai carabinieri.
[image:5358:r:s=1]Ieri sono proseguiti gli interrogatori di una trentina di frequentatori, italiani e stranieri, della discoteca B Spider e dei locali vicini. Anche il procuratore della repubblica di Savona, Vincenzo Scalastico, non si sbilancia. “In questo momento – ha ribadito Scolastico, che indaga sul caso di Cairo insieme al suo vice Ubaldo Pelosi – stiamo valutando tutti gli elementi che abbiamo raccolto finora. Alcuni sono utili e ci serviranno per ricostruire meglio come sono andati i fatti. Proseguiremo con gli interrogatori e soprattutto cercheremo di ricostruire con gli elementi che abbiamo raccolto finora una possibile dinamica dei fatti”.
La Procura della Repubblica ha affidato l’incarico di eseguire l’autopsia sul cadavere di Roberto Siri agli specialisti di medicina legale dell’Università di Genova. Nel frattempo, gli investigatori avrebbero individuato il nome di un albanese che avrebbe avuto un ruolo nel gruppo di assalitori che hanno massacrato Siri. Avrebbe le ore contate, ma i titolari delle indagini non vogliono fare trapelare nulla.
“Quello che è successo qui nel mio paese è frutto di un periodo davvero difficile – commenta il sindaco di Cairo Montenotte Fulvio Briano – Ci sono già stati episodi violenti in passato, con risse e pestaggi che hanno visto coinvolti sempre giovanissimi. E’ una situazione davvero preoccupante alla quale tutti dobbiamo guardare con la massima attenzione”.

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