[thumb:1544:l]Savona. E’ stato arrestato ieri sera in una moschea a Milano un pericoloso latitante tunisino, Mohammed Shali, 47 anni, conosciuto nell’ambiente criminale come “Mondor”, ma con ben sette alias diversi: l’uomo era stato condannato dal gup di Savona nel gennaio 2006 ad una pena di 9 anni di reclusione per svariati reati: rapina, spaccio continuato di droga in concorso, ricettazione e porto in luogo pubblico di armi.
Shali era stato arrestato dai carabinieri della compagnia di Savona nel 2002 nell’ambito dell’operazione “Pesto e Cus Cus”, che aveva portato all’arresto di altri tre tunisini e della moglie dello stesso Shali. Il 47 enne immigrato, trovato allora in possesso di 300 grammi di cocaina e 200 grammi di eroina, dopo aver violato più volte l’obbligo di dimora nella sua abitazione a Varazze, era stato raggiunto da un ordine di custodia cautelare in carcere emesso nel 2004 dalla Corte di Appello di Genova. Ma dal 2006 aveva fatto perdere le sue tracce.
I carabinieri del reparto operativo di Savona, dopo un’indagine di due anni, sono riusciti a rintracciarlo seguendone gli spostamenti in alcune moschee italiane, in particolare nei tradizionali giorni di preghiera islamica, prima a Modena poi a Bologna, fino al blitz di ieri sera a Milano: Shali ha tentato di sfuggire all’arresto scagliandosi contro i militari, per questo è stato denunciato anche per resistenza a pubblico ufficiale.
Shali era a capo di una vera e propria organizzazione criminale che operava nel savonese, la quale per procacciarsi lo stupefacente arrivava addirittura a rapinare gli stessi spacciatori della zona e non solo. Al tunisino è infatti contestata una rapina nel 2004 ai danni di un connazionale a Novi Ligure per 500 grammi di cocaina, episodio che aveva fatto scattare nei suoi confronti l’ordine di carcerazione.
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