Politica

Alassio, boicottaggio di bianchetti e kebab: Enpa e Lega Nord a confronto

Frittelle di bianchetti

[thumb:5426:l]Alassio. All’appello diffuso dall’Enpa per boicottare la vendita di bianchetti, la sezione di Alassio della Lega Nord ha risposto con un invito opposto: incentivare il consumo di bianchetti e di tutti gli altri prodotti, del pescato e non, che rientrano nella tradizione ligure. I leghisti alassini hanno in mente diverse iniziative per valorizzare i piatti della cucina locale. Spiega Dino Barbero: “Con l’aiuto di alcuni cuochi di Alassio stiamo predisponendo un pieghevole da distribuire nelle scuole ma anche ai turisti in cui vengono presentate le ricette liguri più tipiche in cui naturalmente il pesce ha un ruolo importantissimo. Dai ‘gianchetti’, appunto, a tutto il pesce azzurro, al tonno con tutti i suoi derivati, cuore, bottarega, musciamme”. L’assessore comunale Piero Rocca aggiunge: “Stiamo progettando di organizzare, nel periodo estivo, in collaborazione con altre sezioni del ponente ligure, due serate gastronomiche incentrate su ricette tipicamente liguri”.
La sezione di Alassio della Lega Nord propone il boicottaggio, al limite, dei kebab o dei ristoranti asiatici, dei cibi – sottolineano dal Carroccio – “che stanno invadendo la nostra realtà e che nulla hanno a che vedere con la nostra cultura”.
Questa la risposta dell’Enpa ai leghisti alassini: “Non pretendiamo di imporre niente a nessuno, ma suggerisce scelte e comportamenti, in nome non solo di un maggior rispetto della natura e degli animali ma, anche, delle future generazioni alle quali, se si va avanti così, consegneremo un mare senza bianchetti. Sbaglia chi pensa che l’iniziativa dei leghisti sia a favore dei pescatori locali; intere generazioni di pescatori, dopo un forsennato sfruttamento delle risorse marine, sono andate in rovina.
Piena condivisione dell’Enpa invece all’appello di boicottare il kebab. “La carne dei kebab è ottenuta da animali sgozzati senza la rozza preanestesia della macellazione occidentale” osservano gli animalisti, che invitano ad estendere il boicottaggio a tutti i cibi che comportano “torture” per gli “ingredienti”: dal sushi e sashimi giapponesi alle nostrane lumache ed aragoste bollite vive, al bue e cappone, dal mal di fegato del patè d’oca al capitone tagliato a pezzi ancora vivo.

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