[thumb:5195:l]Savona. Si moltiplicano gli attestati di solidarietà alla redazione savonese del Secolo XIX. Vicinanza ai giornalisti del quotidiano è stata espressa sia dal mondo politico che dalla società civile. Un fascicolo a carico di ignoti è stato aperto dal procuratore capo della Repubblica di Savona sul bossolo per moschetto modello 91, risalente alla seconda guerra mondiale, recapitato l’altro iere alla redazione di via Paleocapa, in pieno centro a Savona. Il reato ipotizzato è quello di minacce aggravate.
Ad indagare sulla lettera anonima, scritta con un normografo e recapitata insieme con il bossolo in una busta gialla, è la
Digos della Questura di Savona. La polizia sta ora attendendo gli esiti degli esami di laboratorio sul bossolo e sul foglio, nonché sulla busta che li conteneva. La scientifica lavora per ottenere una qualche “corrispondenza” delle impronte rilevate per dare un nome al mittente della missiva minatoria.
La lettera fa riferimento agli articoli dei giorni scorsi sulla trattativa tra la Fondazione “De Mari” Carisa e Nanni De Marco, figlio dell’ex capo partigiano “Ernesto”, per acquisire un importante e ancora misterioso archivio storico della Resistenza savonese.
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