Savona, gli agenti di polizia chiedono più tutele

Polizia notte

[thumb:5250:l]Savona. Gli agenti di polizia chiedono sicurezza non solo per i cittadini, ma anche per se stessi. Le condizioni di disagio dei poliziotti di fronte ad una malavita sempre più aggressiva non sono una novità e l’inizio del 2008 sembra rispettare la tendenza in atto. Dall’inizio del nuovo anno si sono registrate ben tre pattuglie della squadra volante che hanno dovuto ricorrere alle cure del pronto soccorso con prognosi anche oltre i 25 giorni, per un totale di sei agenti finiti all’ospedale nel giro di trenta giorni. La sola vista delle “divise” non sortisce più nei confronti dei malviventi l’effetto deterrente di un tempo, anzi si moltiplicano gli episodi di resistenza, minacce e lesioni a pubblico ufficiale.
“Non c’è più il timore della legge né tanto meno della divisa – afferma Roberto Frumento, segretario provinciale del Sindacato Autonomo di Polizia di Savona – La divisa, sia essa appartenente ad una forza o all’altra significa istituzione; dentro la divisa ci sono donne e uomini, padri e madri di famiglia, che hanno a che fare con situazioni spesso al limite delle loro stesse competenze, ma che devono risolvere perché gli viene chiesto, perché sono l’unica ancora di salvezza, l’unico interlocutore in carne ed ossa che rappresenta lo Stato”.
Si è fatta strada da tempo la convinzione che non si riesca più a punire i responsabili dei reati: le persone fermate spesso escono dagli uffici di polizia prima del personale che ha proceduto all’arresto. “La magistratura si trova alle prese con mille difficoltà legislative e procedurali, mentre la polizia è stata lentamente ridotta a brandelli” osserva Frumento, che spiega: “In molti casi le misure cautelari come l’arresto vengono sì convalidate del pubblico ministero, ma il soggetto fermato è posto in libertà in attesa del processo, quindi nell’ultimo caso dei colleghi intervenuti in via Verdi, coloro che hanno subito lesioni sono a casa doloranti, mentre le gente comune vede aggirarsi indisturbato colui che li ha ridotti così”.
Gli stessi agenti trovano poi difficile spiegare ai cittadini che hanno fatto il proprio dovere. Al degenerare della percezione della sicurezza, si aggiungono le preoccupanti condizioni logistiche, economiche e strumentali. Come per esempio il chilometraggio delle auto sempre più datate (solo da poco sono sono state assegnate le Alfa 159), gli organici con una media di età molto elevata ed un turn over bloccato da circa un decennio.
“La polizia ferroviaria è quasi senza riscaldamento negli uffici da circa sei mesi – dice Roberto Frumento – Il regolamento di polizia ferroviaria è fermo a sanzioni di pochi euro. Le scorte ai convogli in orari notturni sono soggette a percentuale di effettuazione, ovvero se si copre la percentuale nazionale di convogli scortati bene, se no non sono pagate al personale. Quindi o si vigilano le stazioni, atrii e marciapiedi, o si scortano i treni, con l’effetto nella provincia dell’arretramento sul territorio per mancanza di personale e per non consumare carburante”.
Il responsabile provinciale del SAP indica poi altri problemi: la polizia stradale che con un equipaggio “assicura” l’utente della strada statale da Genova Voltri a Diano Marina, gli agenti della polizia postale che ricorrono al fai da te per fronteggiare la mancanza di dotazioni informatiche, l’aumento del contratto di soli 5 euro perché eroso dall’innalzamento delle aliquote Irpef. “Le belle parole devono essere supportate dalle necessarie coperture economiche, che ad oggi non sembrano esserci. La sicurezza è affare serio, ma sembra essere diventato accessorio” sottolinea Frumento.
Intanto, se non sarà fatto l’appalto per l’acquisto delle munizioni, la polizia non riuscirà ad addestrare il personale all’uso delle armi.

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