Atalanta show. Certo, Fabione sicuramente ha rubato le prime pagine, ma un trafiletto dedicato a Duván Zapata non potevamo farcelo mancare. Avete capito bene, stiamo parlando proprio dell’attaccante colombiano dell’Atalanta che sta sorprendendo chiunque e, grazie ai suoi 15 gol, si è prepotentemente imposto come candidato per il titolo di capocannoniere della nostra Serie A. Non sono sempre state rose e fiori però per lui con la casacca nerazzurra. Fino alla tredicesima giornata infatti, all’attivo, aveva solamente una rete, siglata contro il modesto Bologna, numeri troppo magri per uno come lui, abituato a dare il proprio contributo anche in zona gol.
I tifosi, per questo, si chiedevano che fine avesse fatto il killer instinct del centravanti, abituato a finalizzare le buone azioni create dai compagni, dote che in estate aveva spinto l’Atalanta a puntare su di lui. Una partita però, per Zapata segna la svolta: a Bergamo è il 56° di un freddo lunedì di dicembre, che vede gli orobici sotto per uno a zero contro il più quotato Napoli. Gosens in quel momento crossa e, il colombiano, servito splendidamente da Hateboer, realizza la rete della momentanea parità.
Quel gol si rivelerà inutile ai fini del parziale, che racconterà la vittoria dei partenopei per 1-2, ma fondamentale per il colombiano che, da quel momento, non si è più fermato. Sono nove di fila adesso i match in cui Duván è andato a segno (contando anche la Coppa Italia), reti che gli hanno permesso di innalzarsi al secondo posto della classifica marcatori al pari di un certo Cristiano Ronaldo, non proprio uno qualunque. Al raggiungimento di questo traguardo hanno sicuramente contribuito le due doppiette realizzate ad Udinese e Juventus, ma anche e soprattutto il poker rifilato al Frosinone, con la difesa ciociara in totale balia della punta nerazzurra.
Per comprendere l’estro del giocatore basta pensare alla speciale classifica della Scarpa d’Oro stilata dalla Uefa che, ad oggi, lo vede sesto per gol realizzati, pari proprio al fenomeno portoghese della Juventus. Statistiche su statistiche che testimoniano l’incredibile periodo di forma di Zapata, capace di segnare ancor più di interi attacchi di squadre di Serie A da dicembre, secondo soltanto a Sampdoria, Roma e Juventus. 47 reti realizzate dalla sua Atalanta e settimo posto conquistato a soli tre punti dal quarto che significherebbe Champions League.
Forse per fare dei calcoli è troppo presto, ma una cosa è certa: Gasperini ha fatto un altro capolavoro e ora, se lo sta godendo, sognando risultati impronosticabili ad inizio campionato. Duván ne è consapevole ed è anche per questo che ieri si è disperato dopo aver fallito il rigore che avrebbe portato la sua squadra al 3-3 contro la Roma, formazione quest’ultima in grado di andare avanti per 0-3, salvo poi subire la fantastica e travolgente rimonta dei padroni di casa. L’impresa è stata portata a termine proprio dal colombiano che, quarantasei secondi dopo il penalty fallito, ha fissato l’epilogo della partita, battendo Olsen al termine di un’azione travolgente iniziata da lui stesso.
Cattiveria, determinazione, concretezza e un’immensa voglia di fare, questa è la ricetta che sta permettendo a Zapata di terrorizzare le retroguardie della Serie A e chissà, magari anche di conquistare il titolo di capocannoniere. Noi ci crediamo, voi?
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