Domenica 24 marzo alle ore 17 il Teatro Defferrari in collaborazione con l’Associazione Culturale Baba Jaga presenta “Rossini – Il genio nell’altra stanza”, uno spettacolo dell’Associazione Baba Jaga con Chiara Tessiore e il Mal d’Estro Trio. Forse la sua sarebbe stata una vita normale. Forse, fosse nato il giorno prima, o il giorno dopo, non ci sarebbe molto da dire. Ma il suo anno di nascita è il 1792 e quello era anno bisesto. Gioachino Rossini nasce il 29 febbraio e la sua è una storia che sembra un romanzo e di più! La sua vita è più avventurosa di quella dei quattro moschettieri messi assieme.
Lo spettacolo arriva per la prima volta a Noli dopo aver debuttato nello scorso dicembre con un progetto in cui era coinvolto anche l’Istituto Alberghiero “Migliorini” di Finale Ligure. Al Teatro Defferrari verrà messo in scena senza la parte culinaria che non sarebbe stato possibile allestire e sarà quindi proposto nella forma tradizionale di teatro musicale con l’attrice Chiara Tessiore e i musicisti del Mal d’Estro Trio: Alessandro Delfino (pianoforte), Claudio Massola (clarinetto basso e soprano) e Bruno Giordano (clarinetto e sassofono soprano).
La pièce, ironica e sorprendente, narra alcune storie e aneddoti relativi alla vita e al genio di Gioachino Rossini ma anche le sue paure, le sue stranezze, le sue ironiche e graffianti risposte e trovate. La vita di Rossini è talmente piena che si potrebbe scegliere di raccontarla a partire da mille punti di vista, ma ne sceglieremo uno, quello della sua seconda moglie, Olympe Péllissier. Nata poverissima all’alba del 1800, a quindici anni viene letteralmente venduta per 4000 franchi ad un giovane duca, il quale – a sua volta – la passa ad un ricco americano: è così che Olympe entra a far parte, passo dopo passo, del demi-monde parigino, divenendo l’amante del pittore Horace Vernet, dello scrittore Eugène Sue e persino di Honorè de Balzac, in una travagliata storia d’amore che lo lascia pieno di risentimento.
Superati i trent’anni, Olympe conosce Rossini: in quel periodo era corteggiata anche da Vincenzo Bellini ma ormai la bellissima cortigiana è una donna matura, non più adatta a quel giovane musicista. Trova, invece, in Rossini il compagno perfetto ed instaura con lui un legame lungo e duraturo. Rimangono a Parigi fin quando un’epidemia di colera non li costringe ad abbandonare la città in favore dell’Italia. Alla morte di Isabella, la prima moglie di Rossini, i due possono finalmente convolare a nozze e, pochi anni dopo, tornano a Parigi, dove vivono in un lussuoso appartamento nel cui salotto sedevano da Dumas a Delacroix, da Liszt a Verdi.
È in questo salotto che li troviamo: tra loro poche parole ma un’intensa confidenza. Olympe è orgogliosissima perché Rossini ha ricominciato a scrivere musica e desidera ricevere gli amici. Nello splendido salottino di casa Rossini, Olympe ha conquistato, con grande dignità, quella rispettabile dimensione a cui anelava: ora è lei a dirigere tutto quel teatro fantastico che gira attorno a loro nelle celeberrime “Soirées Musicales”. Il maestro per perfezionare i rituali della sua esibizione domestica, vero capolavoro di teatralità fra insofferenza e ospitalità, non siede nella sala grande con gli ospiti ma rimane in una saletta vicina, con le porte aperte e riceve un ospite alla volta.
È Olympe che regola e smista ospiti, allievi, ammiratori e musicisti, diventando la protagonista discreta e autorevole di ogni serata, anche se è lui che sta sul suo palcoscenico privato a recitare o a vivere il ruolo straniato del genio conteso fra una naturale anarchia e la paura dei mutamenti che da questa potrebbero derivare. Non appena qualcosa lo turba, Rossini cerca con gli occhi Olympe che accorre, lo accompagna in un’altra stanza e comunica agli ospiti che il maestro non si sente bene. Rossini, nato in anno bisesto, il 29 febbraio, gioca con l’ironia della vita fino alla fine e muore in un giorno di novembre del 1868: era venerdì 13.
Scrisse Lord Byron, furibondo che qualcuno fosse diventato ancora più famoso di lui:
“Da ragazzino povero a uomo ricco e infelice, da giovane ‘di sinistra’ a vecchio di destra, sempre pronto, tuttavia, a sfottere imperatori e impostori. E poi grande, grande amatore: ci sono più di mille donne nel catalogo di Gioachino, una lista che avrebbe imbarazzato Leporello. Dopo i primi successi è talmente popolare che le ragazzine lo rincorrono per la strada tagliandogli pezzi di vestito da dosso, come succederà con i Beatles, e, se possibile, qualche ciocca di capelli”.
Ingresso: 10 € (acquistabile dalle ore 16 preso il teatro)
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