Grande successo per la mostra “Itinerario Migrazioni” presso il Palazzo del Tribunale di Finalborgo, che ha registrato una numerosa affluenza di pubblico nel periodo di apertura dal 21 al 31 marzo. A tal proposito sabato 6 e domenica 7 aprile si terranno due giornate di apertura straordinaria con orario 15 – 19.
Questa è la terza e ultima tappa del percorso “Scelte e differenze”, tema portante della stagione 2018 – 2019 del Teatro delle Udienze, che propone un itinerario composto da una serie di attività, laboratori, mostre, spettacoli e installazioni interattive che trattano il tema della migrazione. Partendo da noi e ricostruendo il percorso fatto negli anni dalla nostra famiglia tracceremo una strada fatta di spostamenti, piccole o grandi migrazioni, fino ad arrivare ad oggi, incontrando chi si allontana dalle “Città in guerra” trovando nel mare l’unica via di “Salvezza”.
La mostra è organizzata da Presidio Ponente Savonese di Libera – “Nino e Ida Agostino”, Associazione Baba Jaga, ANPI sezione di Finale Ligure e Caritas Vicariale Finale Ligure – Noli e promossa dal Comune di Finale ligure. Partner: Associazione Balla coi Cinghiali.
IL PERCORSO
Lavoro realizzato da Presidio Ponente Savonese di Libera e presentato per la prima volta in occasione dell’edizione 2018 del Festival Balla coi Cinghiali al Forte di Vinadio (Cuneo):
tre mostre fotografiche sul tema delle città distrutte dalla guerra inserite in un contesto multimediale di fumetti, racconti e documentari
Mogadiscio – Anni ’50 raccoglie alcune foto del pittore Giovanni Novaresio
No News – Libano: mostra del fotografo Mattia Marinolli
“Il Libano ha un’estensione territoriale paragonabile a quella dell’Abruzzo, meno della metà della Sicilia, con la differenza che qui vivono 6 milioni di persone. Dal 2011 a oggi il Libano ha accolto sul suo territorio 1 milione e mezzo di profughi dalla adiacente Siria. Un profugo ogni quattro abitati. Numeri e proporzioni che dovrebbero far riflettere i paesi europei e la loro campagna mediatica su quella che ormai non e più un’emergenza, ma una situazione da considerare per delle politiche di accoglienza reali e serie. “No news” è un viaggio fotografico dove profughi vecchi e nuovi vivono il dramma di una storia che non fa notizia”.
Sana’a: le foto della reporter di guerra Laura Silvia Battaglia, autrice del documentario sulla guerra in Yemen per TV2000 e del fumetto ad episodi “La Sposa Yemenita”.
MOSTRA IN FUGA DALLA GUERRA
Il Progetto “Per questo mi chiamo Giovanni” propone un percorso sul tema dei migranti provenienti dai paesi in guerra. La mostra prevede un percorso tra tavole, tratte da diversi reportage a fumetti, che saltano di paese in paese (Afghanistan, Siria, Kurdistan, Etiopia, Yemen); ma che raccontano tutte una stessa storia. Quella di culture e persone distrutte dalla guerra. Persone che partono a volte per sopravvivere, altre volte per cercare una vita migliore. E si ritrovano tutte sulla stessa barca. In balia delle onde del Mediterraneo. Quel Mare nostrum che è stato per millenni collegamento tra culture; ma che oggi è vissuto come confine e cimitero.
A completamento del percorso a fumetti, un approfondimento multimediale della situazione Somala, che tragicamente, con i suoi 30 anni di caos, può essere esempio e monito di cosa può essere il futuro di tanti altri stati, se non viene radicalmente cambiata la gestione delle crisi politiche africane e del Medio Oriente.
INSTALLAZIONE “LE MIE MIGRAZIONI”
Quando si affronta il tema dei migranti uno degli ostacoli maggiori alla reciproca comprensione è causato dal punto di vista adottato da “noi riceventi” i migranti.
Vediamo la necessità di migrare come un problema “loro”, mentre “noi” abbiamo il problema di gestirli quando arrivano sulle nostre coste. Risalire le proprie origini individuali, rendendoci contro che in ogni famiglia sono esistiti emigranti (per fame, per amore, per ambizione, per curiosità) è processo necessario per capire che esiste un solo “noi”, che comprende tutti. Gli studi sul genoma umano dimostrano come sia raro individuare popolazioni in cui le contaminazioni siano state poche nel tempo. In Italia la sola Sardegna mostra scarse tracce genetiche di contaminazioni, frequentissime nel restante territorio.
È interessante proporre al pubblico di partecipare ad un’istallazione, narrando le migrazioni della propria famiglia… “Poniti al centro della terra e collega con dei fili colorati i luoghi toccati dalle migrazioni tue e dei tuoi genitori”. In quanto tempo l’istallazione (un cubo con rappresentate sulle pareti le differenti aree geografiche del globo) si trasformerà in un inestricabile groviglio di incroci? Quante volte gli spostamenti della tua famiglia si sono incrociati con quelli di chi arriva in Italia oggi varcando frontiere più o meno difficili da superare?
Ingresso
intero 5 €
ridotto 3 € (ragazzi delle scuole superiori, soci: A.N.P.I.,CAI, FAI, Libera,Caritas , Balla Coi Cinghiali, Baba jaga)
riduzioni per le scuole del Comune di Finale Ligure: 2 € a studente


