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Luciana Bertorelli espone a “Vetrine d’Artista”

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"Il piatto dell'amore" ceramica Luciana Bertorelli

Da martedì 2 aprile (inaugurazione ore 10) a martedì 7 maggio Banca Carige, in corso Italia, ospita le opere di Luciana Bertorelli per la serie delle “Vetrine d’Artista” promossa dall’Associazione “Renzo Aiolfi” no profit, presieduta dalla critica d’arte Silvia Bottaro.

La pittrice e ceramista Luciana Bertorelli è nata a Bedonia, in provincia di Parma. Compie gli studi a Genova diplomandosi al Liceo Artistico “Barabino”, allieva del pittore Alberto Nobile e dello scultore Osvaldo Barbieri, quindi frequenta i corsi di pittura all’Accademia Ligustica di Belle Arti, poi si accosta al mondo della ceramica frequentando il Circolo Poggi “Amici della Ceramica” di Albissola Marina, collaborando con Guido Garbarino e Giovanni Cimatti di Faenza.

Le sue collaborazioni successivamente si allargano con lo scultore Ylli Plaka e Luigi Canepa, con il quale espone alla XXVI edizione dell’Arnasca d’Argento. La vocazione all’arte è parte integrante della sua vita, declinata attraverso una costante ricerca sui materiali, le tecniche, le terre, le forme. La sua è una sfida “oltre” l’attrazione terrena per traguardare, per riflettere quale strada percorrere per il Cielo: un percorso di donna, d’artista dipanato con grazia e perizia.

Tra pittura, sempre molto personale, materica, con brani di intensa poesia, e scultura con la ceramica la Nostra, si può dire, che sia, in qualche maniera, affascinata dall’arte sacra (il suo sguardo è indagatore sulle opere antiche da Giotto a Michelangelo, fino alle opere di Lucio Fontana) che traduce nella ricerca, sempre più complessa dalla modernità malata di tecnicismi, delle radici dell’Uomo: l’uomo ha “fame” di verticalità, cerca, anche, mediazioni verso l’infinito con l’Angelo custode, o avverte il battito di quelle ali leggere delle schiere celesti cercando quella “luce” che possa illuminare il proprio cammino, la propria vita.

Così gli angeli – uovo sono sculture forti che narrano con i tagli nella materia, il gioco avvolgente, misericordioso, delle ali, il colore caldo dell’ossido di ferro come ancora, e forse oggi di più di ieri, ci sia bisogno dell’”angelo di carità” che abbia cura di questa umanità continuamente scoraggiata. Ha indagato la “maternità” come fonte di vita al di là dei confini temporali e geografici: le forme morbide delle maternità, siano auliche con la foglia oro, siano ammantate di un blu intenso, si possono intendere quali preziosi “ex voto”, intenzionalmente innocenti nella composizione plastica, semplici nella narrazione, visti con gli occhi e col cuore di un bambino.

Versata in modo originale nella tecnica raku, oggi può vantare numerose mostre in Italia e all’estero (ha esposto in personali e collettive in Italia, Austria, Francia, Germania, Grecia, Turchia e Stati Uniti). È presente in numerosi cataloghi e riviste d’arte dal 1970 ad oggi tra cui Catalogo degli Scultori Italiani, editoriale Giorgio Mondadori 2009 e 2010; Dizionario degli Artisti Liguri, a cura di Germano Beringheli, De Ferrari edizioni 2009 e 2012. È inserita nella collezione d’arte sacra contemporanea “Santa Rossello”, quadreria ideata e gestita dall’Associazione “Aiolfi”, nonché tra i ceramisti presenti nella Collezione di Ceramica Moderna del Comune di Vendone.

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