Savona. L’Associazione Culturale “Renzo Aiolfi” presenta l’arte raffinata e intensa di Ligustro, il quale, dopo aver svolto la sua attività nel mondo oleario anche a livello internazionale, nel 1986 decise di cambiare vita e iniziò a dedicarsi alla pittura con acquerelli e pastelli. Casualmente a Sanremo rimase colpito, acquistandole, da alcune penne tradizionali giapponesi per il disegno: iniziò così il suo amore per lo studio della cultura giapponese, dalla poesia haiku all’incisione con la tecnica nishiki-e, legata soprattutto al periodo Edo (tra il 1603 e il 1868).
È una tecnica molto complicata che richiede centinaia e centinaia di passaggi per la stampa: possono essere necessari anche oltre 100 legni incisi specifici per ciascun particolare e colore. L’opera viene incisa su carta pregiata giapponese. Particolarmente significativa è la sua produzione artistica raffigurante immagini della Liguria, utilizzando il tipico stile giapponese. Sceglie lo pseudonimo Ligustro come radice evidente del suo legame con la terra natìa, imitando così la pianta mediterranea spontanea che con l’intreccio dei suoi rami flessibili crea legature in diversi lavori agricoli. Allo stesso modo origina dei forti vincoli tra la nostra cultura e quella giapponese in modo del tutto originale.
Ogni opera è una copia unica e normalmente Ligustro ne ha prodotto quattro per ogni stampa con colori e su carte diverse. Ad esempio per realizzare “Le Bambole di Mary Hillier” ha inciso su ogni legno un singolo particolare dell’opera stessa, successivamente ha inchiostrato ciascun singolo legno e distintamente ha proceduto alla stampa, utilizzando molti passaggi, tramite baren su carta pregiata giapponese. Tutti i 5mila legni incisi sono presso la biblioteca civica di Imperia, dov’è stata dedicata una sala.
Nel Paese del Sol Levante è molto noto. Ha riscoperto quindi quest’arte antica giapponese realizzando i suoi colori: gusci d’ostrica “cotti” a 1200 gradi, poi polverizzati per il bianco, polvere di lapislazzuli per il blu, foglie d’oro e d’argento, cinabro cinese per il rosso. Le tecniche utilizzate sono molte e mostrano una profonda conoscenza della storia, dell’arte, della letteratura del Giappone che un autodidatta come lui ha acquisito con grandissimo impegno.
Ligustro si dedicò anima e corpo, con tutta la sua creatività, alla xilografia. Incise centinaia di tavolette di bosso, di noce, di melo, di ciliegio. I suoi studi di perito chimico lo hanno aiutato a risolvere molti problemi tecnici e l’uso della lacca. Le sue incisioni creano davvero un mondo di poesia. Sue opere sono o sono state esposte a Berlino e Bruxelles, tra le altre città, oltre ad un grande nucleo conservato presso la Biblioteca Civica di Imperia. Importanti e pregiati lavori si trovano presso il Museo Chiossone di Genova, l’Archivio Centrale dello Stato a Roma e la Fondazione Mario Novaro, ancora a Genova. Il suo lavoro, così intenso, particolare e cospicuo ha certamente contribuito a rafforzare i legami tra Italia e Giappone.
segnala il tuo evento gratuitamente +


