Si intitola “La paura di essere brutti. Immagine corporea e dintorni” la conferenza in programma sabato 9 marzo alle 16 presso la Biblioteca Civica “Antonio Arecco” di Palazzo Kursaal a Loano. Relazionerà la psicologa e psicomotricista Stefania Lanaro.
Come riusciamo a vivere il nostro corpo nel mondo occidentale? Come i mass media, i social network e Internet hanno modificato in questi pochi anni il nostro modo di vivere, zesistere e di guardarci allo specchio? Con questi presupposti culturali abbiamo anche modificato il nostro modo di esprimere e di sfogare le nostre difficoltà quotidiane, il mal-essere dell’immagine corporea influenza il nostro essere in relazione con l’altro e con noi stessi, ed è causa e conseguenza di disagi e disturbi, ma possiamo fare qualcosa per lavorare e il ben-essere del nostro corpo?
L’incontro è organizzato dall’Unitre di Loano e gode del patrocinio dell’Assessorato comunale a Turismo e Cultura.
Stefania Lanaro è una fisioterapista, laureata in Psicologia (triennale e magistrale) ma soprattutto una psicomotricista. Ha frequentato il corso triennale di specializzazione in Pratica Psicomotoria e quello biennale su Aiuto Psicomotorio Individuale presso l’Istituto per la Formazione e la Ricerca Applicata di Bologna, scuola che segue i principi della Pratica Psicomotoria di Bernard Aucouturier. Ha iniziato il percorso lavorativo presso l’istituto medico psicopedagogico di Toirano con bimbi e ragazzi con disabilità psicofisica.
È stato un percorso difficile perché il contatto con la disabilità rimette in gioco tutto il proprio “sapere accademico” ma soprattutto mette in discussione tutte le certezze e porta a capire che l’incertezza, l’ascolto e il desiderio di conoscere sono la base del proprio lavoro ma anche della propria vita. Incertezza quindi come stimolo per la scoperta e per far nascere il desiderio di mettersi continuamente in discussione. Questo desiderio di mettersi in discussione e di scoprire nuove realtà ha portato a cambiare sede lavorativa, sempre presso l’Asl 2 Savonese ma nel Dipartimento di Salute Mentale e più precisamente nel Centro dei Disturbi Alimentari dell’Adolescenza di Santa Corona. Luoghi dove i corpi mostrano la loro sofferenza, corpi simili e diversi tra loro, dove il vuoto, la paura e la sofferenza invadono tutto lo spazio.
Ha avuto la fortuna di poter condividere uno spazio e un tempo con il gruppo dei ragazzi, l’ora e mezza settimanale dedicata alla ricerca di un corpo soggetto e un luogo dove il non giudizio e il rispetto sono la cornice alla scoperta di sé stessi, delle proprie paure, dei propri vuoti.
Da questa esperienza che continua tuttora è nata la tesi di laurea magistrale in psicologia “incontrare il corpo”. Attualmente svolge attività con approccio psicomotorio all’interno del Dipartimento di Salute Mentale.
