Pensi alla parola “genovese” e subito ti vengono in mente proprio i genovesi, magari quelli “tirchi”, quelli con il famoso braccino corto. Poi vai a Magliolo, entri in un locale chiamato “La Genovese” e, in un attimo, ti devi ricredere. Perché una volta varcata la soglia di questo ristorante-pizzeria cullato nel verde dell’entroterra di Pietra Ligure vieni immediatamente travolto da un’ondata di sensazioni generose. C’è il buon umore. C’è la voglia di ridere e scherzare. C’è la voglia di stare insieme. Insomma, in una parola, c’è la felicità. E così quel “genovese” tirchio e poco accogliente ti sembra solo un brutto ricordo.
Partiamo da una premessa semplice, ma che racchiude al suo interno una miriade di ricordi, immagini ed emozioni: “La Genovese” di Magliolo è un posto speciale. La storia del locale è di quelle che ti fanno innamorare delle persone ancor prima che dei piatti. È la storia di quella nonna che apre un’attività in un piccolo paesino, dove si conoscono tutti, dove tutti gli abitanti quando volevano andare a bere qualcosa dicevano “andiamo alla genovese”.
Il tempo passa e Alberto, il nipote di quella nonna, negli anni ’90 vive una profonda crisi economica. Ama cucinare e non a caso frequenta l’istituto alberghiero. Per fuggire da quella situazione Alberto, allora 23enne, chiama l’amico Adriano, anche lui studente dell’alberghiero: “Gli ho lanciato la proposta di aprire questa nuova attività – racconta Alberto – e il 28 aprile del 1990 abbiamo inaugurato ‘La Genovese’”.
Da quel giorno di anni ne sono passati esattamente 31 (proprio oggi) e il locale di Magliolo è ancora lì, proprio dove lo aveva lasciato quella nonna. A “La Genovese” la parola festa è sempre stata di casa, almeno sino all’anno scorso, l’annus horribilis del Covid: “Per chi, come noi, è abituato a vivere il locale non solo come un semplice ristorante, ma anche come un luogo dove stare insieme e far festa, la pandemia è stato un vero e proprio incubo – spiega -. Allontanarci fisicamente dai nostri clienti, che nel corso degli anni sono diventati spesso dei veri amici, è stato un brutto colpo”.
Ma il cuore della Val Maremola si è fatto sentire proprio nel momento più difficile e Alby e Adri (insieme a Paolino, arrivato a dare il suo prezioso contributo alla squadra nel 2006) se ne sono accorti: “In questi mesi siamo andati avanti grazie all’asporto e alla consegna a domicilio – prosegue Alberto con la voce interrotta dall’emozione -. Voglio ringraziare non solo tutti i dipendenti che hanno lavorato con noi in questi 31 anni, ma anche tutti i nostri clienti che da Magliolo passando per Tovo San Giacomo e arrivando a Pietra Ligure ci hanno supportati in questo brutto periodo. Senza di loro non ce l’avremmo mai fatta”.
A “La Genovese” non ci capiti per caso. A “La Genovese” ci vai perché ci vuoi andare. Lo sanno bene i tanti clienti (ma anche i tanti vip, come Michelle Hunziker, Vittorio Brumotti, Marco Bocci, solo per citarne alcuni) che sono soliti raggiungere il locale “arrampicandosi” su quella collina che guarda al mare. La riapertura del dehors, seppur con tutte le limitazioni del caso per garantire la sicurezza di tutti, rappresenta una boccata d’ossigeno: “Non vediamo l’ora di ripartire – conclude Alberto -. Abbiamo voglia di fare una bella stagione in piena sicurezza”.
C’è voglia di festa a “La Genovese”. E come biasimarli? Abituati come sono alle feste a tema, come quella spagnola (vi consigliamo di assaggiare la paella preparata da Alberto), quella messicana e poi ancora i sapori d’oriente e le ormai celebri focacce (provate la mitica “provenzale”) che hanno reso il ristorante di Magliolo un vero e proprio “must” per chi ama la buona cucina.
Oggi riapre il dehors de “La Genovese”. I clienti di Alby, Adri e Paolino potranno finalmente tornare a cenare nel loro locale preferito. C’è una festa dei 30 anni di attività da recuperare e troppo, troppo tempo passato lontani dall’allegria.

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