
Savona. E’ stato interrogato questa mattina, nel carcere Sant’Agostino di Savona, dal gip Donatella Aschero, K.M., l’operaio quarantottenne albanese, e residente a Savona, finito in manette ieri, in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, con l’accusa di maltrattamenti in famiglia ai danni dell’ormai ex moglie 38enne durati, secondo l’accusa, per almeno due anni.
L’uomo ha scelto di rispondere alle domande del giudice e, secondo quanto trapelato, avrebbe raccontato la “sua” verità. In particolare l’albanese, in lacrime, avrebbe negato di aver picchiato la moglie e avrebbe quindi respinto le accuse che gli vengono contestate. Secondo gli elementi raccolti dalla Squadra Mobile Savonese sarebbe emerso che il 48enne, oltre a numerose percosse, calci e pugni, perpetrava un continuo atteggiamento intimidatorio nei confronti della donna, con tanto di coltello alla mano.
Inoltre l’operaio avrebbe anche cercato di intimidire la donna con una motosega che teneva sotto al letto. Una situazione al “limite” e che è peggiorata ulteriormente a seguito della sentenza di separazione che obbligava l’uomo a lasciare la casa e che, invece, si è conclusa il 23 giugno scorso con la decisione della donna (nel frattempo trasferita in una residenza protetta assieme ai due figli) di sporgere denuncia alla polizia. L’albanese, per ora, resterà in carcere.