
Liguria. Tendenza alla stabilizzazione e alla diminuzione dei reati predatori come scippi, borseggi, furti su auto e moto in tutte le quattro province liguri e aumento delle truffe via internet mediante la clonazione di carte di credito o l’appropriazione di dati sensibili dagli sportelli bancomat attraverso rilevatori elettronici. E’ quanto emerge dalle ipotesi interpretative del IV rapporto annuale sulla sicurezza urbana coordinato dall’Osservatorio regionale che offre una ricognizione dei reati ufficiali forniti dal Ministero dell’Interno e aggiornati al 2009 e presentato questa mattina dall’assessore regionale alla salute e alla sicurezza urbana, Claudio Montaldo, dall’assessore alle politiche sociali, Lorena Rambaudi, dal coordinatore dell’osservatorio regionale sulla sicurezza, Stefano Padovano alla presenza degli altri componenti, Uberto Gatti, Realino Marra e Isabel Fanlo.
Dall’analisi emerge una diminuzione del 15-20% dei reati predatori con punte del -25% dei furti in abitazione, a conferma di una tendenza che ha preso il via nel 2007, dall’altra una diffusione capillare su tutto il territorio di crimini meno visibili , ma altrettanto insidiosi.
“Ad esempio – spiega Stefano Padovano,– la genesi degli omicidi e dei tentati omicidi che, anche se ridotti a poche unità sono caratterizzati da una certa recrudescenza e dalla conoscenza tra autore e vittima: uomo – donna, figlio – genitore. Così come le truffe, non solo le più tradizionali a danno degli anziani, ma quelle via internet mediante la clonazione di carte di credito dietro le quali agiscono vere e proprie micro bande con basi nei paesi dell’est europeo”.
Per quanto riguarda la violenza alle donne i numeri delle denunce risultano stabili rispetto al passato biennio, ma aumentano quelle che segnalano di subire tali vessazioni all’interno delle mura domestiche o nei luoghi di lavoro. Mentre la distanza tra chi teme di cadere vittima di una violenza in strada o in luogo aperto e chi lo diventa per davvero è notevole. L’immagine del violentatore risulta dunque più sbiadita di un tempo, grazie anche alla maggiore consapevolezza. “Questo significa – spiega l’assessore regionale alla salute e alla sicurezza, Claudio Montaldo – che è corretto concentrare l’attenzione su due ordini di risposte diverse ma complementari: da un lato la presa in carico della richiesta di aiuto, attraverso l’assistenza, dall’altro la volontà di progettare azioni che consentano di aumentare il senso di sicurezza percepito”.
Relativamente alla criminalità minorile il quadro in Liguria appare abbastanza stabile con una tendenza alla flessione. Si registra una crescente diffusione, in controtendenza rispetto all’andamento generale, dei reati legati al conflitto relazionale tra le persone, ingiurie, diffamazioni, violenza privata, allo spaccio di stupefacenti e al rapporto con l’autorità (resistenza e violenza a pubblico ufficiale). Emerge una stretta relazione tra abuso di alcolici e ambiente di vita del minorenne e una sempre più stretta vicinanza delle ragazze ai modelli di consumo e abuso dei ragazzi.