
Finale Ligure. L’allarme è scattato poco dopo le 11, quando al 112 sono arrivate le prime segnalazioni da parte di alcuni automobilisti. Questi sono stati i primi a notare un uomo che stava compiendo movimenti inusuali, scavalcando le recinzioni dello stabilimento Piaggio Aero di via Caprazoppa, strada che collega l’Aurelia con la provinciale del Melogno e lo svincolo autostradale.
Immediato l’intervento da parte dei militi della Croce Bianca finalese, dell’automedica del 118, di una pattuglia dei carabinieri e dei vigili del fuoco.
Sono stati i militari finalesi i primi a riuscire a “mettersi in contatto” con l’uomo, il quale si trovava in profondo stato confusionale. Gli uomini dell’Arma, con una rapida mossa, sono riusciti nell’intento di “fissare” il protagonista dell’episodio alla ringhiera, ammanettandolo, mentre da sotto i vigili del fuoco lo hanno raggiunto con l’ausilio di una scala.
A quel punto l’uomo, un 36enne originario di Como, Stefano A., ha iniziato a parlare con i soccorritori dall’altra parte della ringhiera. Ha ripetuto più volte di ritenersi un perseguitato, spiegando come in molti lo credano “l’anticristo”.
Proprio quando sembrava che fosse in procinto di abbandonare i suoi propositi iniziali e scendere, l’aspirante suicida ha improvvisamente cambiato umore, tornando a rifiutare i soccorsi e a ribadire la propria disperazione. La situazione ha attirato anche l’attenzione di numerosi passanti, alcuni dei quali si sono fermati per “aiutare” i soccorritori a fissare le cime o a smaltire il traffico.
Solo dopo quasi un’ora, e grazie all’utilizzo di un montacarichi della Piaggio che ha sollevato il cestello fin sotto l’uomo, i vigili del fuoco sono riusciti a mettere in salvo il 36enne riportandolo a terra.
L’uomo, in profondo stato di shock, è stato trasportato al pronto soccorso del Santa Corona dove si trova attualmente ricoverato in stato di osservazione.