Savona. Alla fine del gennaio 2009 erano rimasti coinvolti in una rissa davanti alla discoteca Ju Bamboo di Savona e questa mattina, per quell’episodio, sono comparsi davanti al giudice Marco Canepa del Tribunale di Savona. Si tratta di Rei Gjokai, 22 anni, Eris Shenu, 22 anni, Frensis Bejko, 21 anni, Edison Lleshi (uno dei giovani coinvolti nella maxirissa di via XX Settembre), 20 anni, e Antony Errico, 23 anni.
Gjokai e Shenu, insieme ad un altro ragazzo, Alessio Salamini, 21 anni, la sera della rissa erano anche finiti in manette per l’accusa di resistenza a pubblico ufficiale e lesioni. Nella lite fuori dal locale infatti era rimasto coinvolto un brigadiere che aveva riportato lesioni giudicate guaribili in 15 giorni. Gli altri invece erano stati denunciati a piede libero per concorso in rissa e danneggiamento.
Secondo quanto ricostruito dalle forze dell’ordine Salamini insieme ai due albanesi, aveva cercato di rubare all’interno della discoteca dei ticket delle consumazioni. A quel punto uno dei titolari era intervenuto ma si era ritrovato dopo pochi attimi circondato dagli amici dei giovani, che volevano prenderne le difese.
Da lì la rissa e l’intervento di polizia e carabinieri al quale seguì il fuggi-fuggi generale. I giovani protagonisti della lite erano comunque stati fermati fuori dal locale e proprio in quella circostanza il militare era stato aggredito.
Unico assente oggi in aula era Salamini perché, davanti al giudice per l’udienza preliminare Emilio Fois, nei mesi scorsi, aveva già patteggiato una pena di sei mesi. Per gli altri protagonisti della rissa invece la sentenza non è ancora arrivata e la prossima udienza del processo è stata fissata per il prossimo 21 ottobre. Stamattina il brigadiere, assistito dall’avvocato Luciano Chiarenza, si è costituito parte civile ed ha avanzato una richiesta di risarcimento danni. Una cifra che dovrebbe aggirarsi intorno ai 13 mila euro, oltre al pagamento delle spese legali sostenute dal militare.
Adesso toccherà ai legali dei giovani imputati (gli avvocati Rebagliati, Siccardi, Caratti, Luzzo e Lorenzi) decidere se accettare questa soluzione. Per pensarci c’è tempo fino al 21 ottobre quando il giudice ha chiesto che si possa chiudere la vicenda.
