
Vado Ligure/Quiliano. Gli esponente del MODA savonese, Virginio Fadda e Agostino Torcello, tornano a tuonare contro l’ampliamento della centrale elettrica vadese, chiedendo inoltre la chiusura dei gruppi a carbone 3 e 4. “Questi due impianti – sottolineano – a causa della loro obsoleta tecnologia, anche se ristrutturati, hanno bassi rendimenti ed un altissimo inquinamento, non rispettando la migliore tecnologia disponibile prevista per gli impianti termoelettrici dalle direttive della Comunità Europea”.
“Tale chiusura, che lascerebbe il solo il gruppo a metano, doveva essere imposta da più di dieci anni da governo ed enti locali – sottolineano Fadda e Torcello – ma fino ad oggi nulla è stato fatto. Anzi si discute persino su un potenziamento a carbone senza valutare in alcun modo i danni ambientali e relativi costi”.
“Ricodiamo che depotenziamento e completa metanizzazione, richiesti dalla commissione scientifica di spotorno dell’Istituto superiore di sanità nel maggio 1988 e appoggiata fina dal 1990 dai Comuni di Vado e Quiliano e poi nel 1993 e 1996 dalla Provincia di Savona e di recente nel 2007 dal Comune di Savona, è la posizione espressa non solo dal Moda, dal Wwf, dagli ‘Amici di Grillo’, da Greenpeace e da Legambiente, ma oggi anche autorevolmente sostenuta dall´Ordine dei Medici della Provincia di Savona” proseguono i due esponenti del Moda.
“Al contrario di quanto comunemente si pensa, visto che oggi molti insistono sul costosissimo e pericoloso nucleare, ricordiamo che l’alternativa delle energie rinnovabili, associate al risparmio energetico, è oggi realistica ed attuale, oltre che foriera di nuova occupazione” concludono poi Fadda e Torcello.