Egregio Assessore, in coda al polverone che si è alzato in questi giorni circa i maggiori costi per i Comuni per il conferimento in discarica di rifiuti pre-selezionati e pre-trattati, ho riflettuto sulle dichiarazioni a volte anche “originali” che ho letto sui media e che, secondo me non rendono giustizia alla verità.
Non mi rallegra per nulla che i Comuni, già in difficoltà, siano costretti ad affrontare maggiori oneri, e molti di essi sanno bene quanto abbia sempre cercato di aiutarli per ridurre i costi. Ma è importante, nel discutere di questi argomenti, mantenere sempre obiettività e rigore tecnico, caratteristiche che non mi pare di aver particolarmente riscontrato nelle Sue dichiarazioni. Mi permetto quindi di rivolgerLe alcune domande affinchè, se possibile, mi conforti con le Sue risposte.
1. In base all’Art. 5 del Decreto Legge 30/12/2008, poteva essere chiesta al Ministero dell’Ambiente, entro il 15 marzo scorso, una proroga al 31/12/2009 del termine in scadenza il 30 giugno che ora è oggetto di discussione. La proroga è stata chiesta dai gestori della discarica del Boscaccio e inoltrata a Roma tramite la Regione. La risposta è stata negativa. Non c’è stato forse poco “entusiasmo” nella Regione nel sostenere tale richiesta che, al di là di responsabilità e inadempienze, aveva senso? O, forse, per un sottile calcolo politico e di opportunità per specifici ambienti locali, è stato un bene che sia andata così?
2. Perché, Assessore Ruggeri, continua ad insistere circa l’applicabilità o meno del concetto di “pre-trattamento” ai materiali oggi raccolti per via differenziata? Forse non sa che, laddove si opera la raccolta differenziata con contenitori stradali, il materiale è inquinato per cui va comunque ulteriormente selezionato e ciò non porta alcun vantaggio ai Comuni, ma fa vieppiù levitare i costi?
3. Perché, Assessore Ruggeri, non denuncia le inadempienze di molti sindaci che, pur consapevoli, da sei anni, della necessità di pre-trattamento dei rifiuti (il D.L. che lo ha previsto risale al 2003), mai si sono preoccupati di effettuare una raccolta con criteri corretti ed efficaci, per cui sono oggi direttamente responsabili dei maggiori oneri e devono renderne conto ai loro amministrati?
4. Perché, nei suoi interventi sulla questione del pre-trattamento, ritorna quasi ossessivamente sul problema di Cima Montà e sulla necessità di una discarica pubblica, quando le due questioni sono assolutamente separate e, pubblica o privata che sia la discarica, il pretrattamento va realizzato ed ha i suoi costi?
5. Perché proprio Lei che, con il sindaco Berruti e il suo vice Caviglia, avanza periodicamente la necessità di una discarica pubblica, non supportò con forza in Regione l’ipotesi di un impianto a Vallemagna-Cianciarin richiesto da Savona ed Albenga? Che cosa lo ha impedito, forse i ruvidi rapporti all’interno del Suo partito tra savonesi e albenganesi?
6. Perché non sostenne la mia richiesta di avere un confronto con i membri del Comitato V.I.A. della Regione che avevano espresso su quel sito un parere praticamente negativo, con motivazioni tecniche poco accettabili? Io avevo, sul parere di V.I.A., molte obiezioni di ordine geologico ed ambientale, sufficienti per non accettarlo supinamente; Lei, aveva tra le sue deleghe anche la competenza sull’Ufficio V.I.A., ma in Giunta Regionale si limitò a proporre ininfluenti modifiche formali.
7. Si sente da anni la ricorrente geremiade di non lasciare ai privati il monopolio delle discariche in provincia di Savona: nel 2007, una grossa società propose ad ATA di realizzare insieme una nuova discarica su terreno già di proprietà della proponente, con un investimento di circa 18 milioni di euro, creando una società compartecipata, a maggioranza pubblica (51%), con evidente vantaggio per i cittadini, ottime condizioni per il ritiro dei rifiuti di Savona, elevate prospettive di redditività e di guadagno dalla produzione di biogas. Assessore, sa dirmi perché l’offerta non fu mai presa in considerazione e la proponente non ricevette mai una risposta?
8. Perchè invece fu fortemente appoggiata la proposta di ATA di una discarica in località Passeggi, nonostante i costi più che doppi, la non congruenza con i criteri del Piano Rifiuti e i numerosi e palesi svantaggi rispetto al progetto di cui alla domanda precedente?
9. E’ credibile l’ipotesi che a Passeggi si vogliano ricevere anche i rifiuti di Imperia e, perché no, realizzarvi un inceneritore? Che cosa ha significato l’affermazione di Burlando “non vorremo mica che gli imperiesi portino i loro rifiuti in Francia”?
10. Perché, con un impegno di spesa dieci volte inferiore a quello della discarica, non si attuò il “porta a porta” a Savona, riducendo in tal modo moltissimo i costi che oggi si lamentano in aumento e ottenendo un reale decoro urbano?
11. Un’ultima domanda, di ordine generale: questi atteggiamenti sono davvero conformi allo spirito dell’originario e più autentico progetto del P.D.? Rendono un reale servizio alla società e recuperano la fiducia della gente?
Mimmo Filippi