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Leggo oggi sui giornali, che il sindaco di Albenga, Antonello Tabbò, si trasforma da “sceriffo a spazzino”. Visti i continui dilaganti atti di violenza quotidiana, credo non sia stato un grande risultato. Inoltre leggo che, ora si “trasforma” in motivatore dei dipendenti comunali impegnati a pulire la città.
Dopo aver letto ciò, dopo aver sentito per l´ennesima volta i “mugugni” di chi mi incontra e ferma per strada (non solo nel centro storico o nella zona periferica di Albenga, ma anche chi abita nelle Frazioni), mi chiedo, come mai si deve sempre arrivare al limite prima di accorgersi di quello che, quotidianamente, vede “l´uomo della strada”?
Ora, premesso un po quanto sopra, rivolgo l´attenzione ad un particolare SCANDALOSO che si verifica (o meglio continua a verificare) sul lungo Centa nella zona adiacente al “vecchio” ospedale, e cioè, riguardo ai grupetti di extracomunitari (formati solitamente da 5-8 persone), quasi esclusivamente nord africani, i quali non fanno nulla di male (forse, chissà, ma i movimenti visti con le vetture di passaggio e alcuni passanti mi fanno pensare tutta un’altra cosa), se non bere in continuazione birra, sia in bottiglia sia in lattine, salvo poi, invece di fare una accorta raccolta differenziata (ma a me basterebbe anche indiferenziata), avendo a disposizione a pochi metri i cassonetti, gettare il tutto come se nulla fosse nel letto del fiume Centa.
Credo che chi di dovere, dovrebbe fare un po più di attenzione, non solo inviando i vigili urbani a controllare le vetture parcheggiate in quel tratto di strada e verificarne il disco orario, (a tal proposito in quella zona vi è un´auto parcheggiata o forse abbandonata da quasi 6 mesi, sempre ferma nello stesso preciso posto, però lato non soggetto a disco orario), ma soprattuto sanzionare chi, fregandosene altamente, getta decine, anzi centinaia di lattine, bottiglie e peggio ancora i sacchetti di plastica nel fiume sottostante.
La situazione è decisamente evidente, in quanto, circa un mese fa, è stata fatta la pulizia nel letto del fiume e da una situazione di pulizia si è passati a questo scandalo.
Pietro Parodi
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