[thumb:13069:l]Savona. Venerdì 10 e domenica 12 luglio, sempre alle 21,15, di scena al Priamar l’ultima opera lirica estiva del cartellone dell’Opera Giocosa. La “Madama Butterfly” di Puccini è un allestimento del teatro di tradizione savonese che vede tutti giovani e bravi cantanti. Grande attesa suscita l’interprete principale, Grazia Lee; debutta la parte del tenente americano, Pinkerton, il tenore Salvatore Cordella; Daniela Innamorati sarà Suzuki; ancora un debutto nella parte del console Sharpless per il baritono Paolo Ruggiero; debutta il ruolo di Goro anche Gianluca Bocchino; nei panni dello zio Bonzo, Stefano Rinaldi Miliani; Daniele Girometti affronta per la prima volta i ruoli del Commissario Imperiale e del Principe Yamadori, così come Maria Catharina Smits sarà Kate Pinkerton; i piccoli Elia Feci e Filippo Garbarini impersoneranno, alternativamente, il figlio di Butterfly.
La regia, le scene e i costumi dello spettacolo sono di Stefano Monti, attento e scrupoloso anche ai rituali e al teatro giapponese, aiutato per i movimenti dei personaggi da Monique Arnaud (unica docente occidentale del “teatro del No”). Sul podio salirà Giampaolo Bisanti, a dirigere l’Orchestra Sinfonica di Savona. Il coro è il Coro Lirico e Voci Bianche “P.Mascagni” di Savona, diretto da Franco Giacosa.
La Butterfly, opera così amata, ebbe uno dei più famosi insuccessi alla sua prima assoluta, avvenuta al Teatro alla Scala di Milano il 17 febbraio 1904. Il pubblico fischiò impietosamente, ma la serata fu compromessa da una frangia di pubblico deliberatamente ostile a Puccini e all’editore Ricordi. Il compositore, all’indomani della prima, scrisse all’amico Camillo Bondi: “Con animo triste ma forte ti dico che fu un vero linciaggio! Non ascoltarono una nota quei cannibali. Ma la mia Butterfly rimane qual’è: l’opera più sentita e suggestiva ch’io abbia mai concepito!”. Puccini cominciò comunque un processo di revisione e l’edizione attuale viene da revisioni approntate durante le recite successive di Brescia, Londra e Parigi. Sono rimasti gli elementi fondanti, che diedero l’insuccesso al debutto e che sono poi gli stessi che determinarono il crescente successo postumo.
[image:13070:r]L’ispirazione venne a Puccini assistendo a Londra ad una play teatrale di David Belasco (tratta dall’omonimo racconto di una storia vera, autore John Luther Long). Puccini venne colpito dall’efficacia drammatica, dalla veglia della donna orientale, in attesa di un amante appartenente ad un’altra civiltà. L’opera pucciniana si inserisce indubbiamente in una corrente, in una moda dell’epoca che vedeva rinnovarsi l’interesse per le culture orientali, con quel gusto un po’ manierato per l’esotico. La modernità, l’attualità si sposava nelle intenzioni del compositore con lo schema di un dramma classicheggiante, con il sacrificio finale della protagonista (“con onore muore chi non può serbar vita con onore” si legge nel libretto) che riecheggia quello di Aiace Telamonio che, augurato al figlio un avvenire migliore, si getta sulla spada per aver perduto l’onore.
La musica, in cui Puccini fa largo uso di modalità armoniche “esotiche” come scale pentatoniche ed esatonali usate con gusto inevitabilmente occidentale, è molto apprezzata, con l’orchestra che assume maggiormente che in altre opere un ruolo fondamentale nel sostegno alla vicenda amorosa e poi tragica.
Le stagioni dell’Opera Giocosa sono rese possibili grazie all’attenzione di sostenitori istituzionali, che affiancano il Ministero per i Beni e le Attività Culturali, quali il Comune di Savona, la Regione Liguria, la Fondazione A.De Mari, la Fondazione Carige e la Provincia di Savona. Dopo la Butterfly la stagione si concluderà con un concerto fuori abbonamento il 24 luglio, dedicato al Musical.



