Gentile direttore, vorrei esprimere la mia opinione sulla viabilità del quartiere di Villapiana, visto che ci abito e lo vivo a 360°. La nuova viabilità ha equilibrato il traffico in entrata ed uscita dal quartiere, visto che prima era in prevalenza su via San Lorenzo e via Cavour, ora diventate più accettabili sotto tutti i punti di vista.
Capisco anche i residenti di via Torino e via Piave che si sono ritrovati ad avere un aumento del traffico rispetto alla vecchia viabilità dettato dal senso unico che forma un’ anello intorno al quartiere ed all’incrocio con piazza Saffi con la relativa precedenza alla rotonda. Una cosa che non riuscirò mai a digerire, sono quelle persone che vogliono ritornare indietro alla vecchia viabilità e cioè al doppio senso di marcia, rigettando una parte dei residenti di Villapiana (vedi via Cavour, via San Lorenzo e via Verdi ) nel caos più profondo dovuto ad un aumento dello smog e dell’insicurezza stradale, voglio ricordare che sulla direttrice via Cavour, via San Lorenzo e via Verdi ci sono: un asilo nido comunale, un liceo scientifico, due (2) scuole materne (comunale e paritaria) scuole elementari, scuole medie, giardini pubblici molto frequentati da bambini ed anziani, centri di aggregazione come societa’ mutuo soccorso etc. etc.
Penso che l’amministrazione comunale debba tener conto anche di tutti quei residenti che frequentano le strutture sopracitate e guarda caso sono bambini, ragazzi e anziani. Non riuscirò mai a digerire quelle persone che bocciano qualsiasi proposta dove al suo interno non appaia la scritta ” Si Torna Indietro”, non riuscirò mai a digerire quelle persone che affiggono volantini anonimi contro la nuova viabilità. E’ normale avere idee e pensieri diversi ed è giusto far sentire la propria opinione ma in maniera civile. Penso che sia compito di un’ amministrazione comunale prendere decisioni anche criticabili ma con la possibilità di correggere il tiro in corso d’opera e non dai cittadini, specialmente in un quartiere popoloso come Villapiana che conta quasi 13.000 residenti, dove mettere tutti d’accordo e praticamente impossibile.
Massimo Iacono