
[thumb:12234:l]Onzo. Truffa a sfondo religioso nel borgo di Onzo, nell’Alta Valle Arroscia, dove il parrocco del paese è stato imbrogliato subendo le richieste di denaro sempre più pressanti di due pregiudicati. La vicenda ha inizio lo scorso marzo, quando H.R., 33 anni, e B.V., 32, si presentano nella canonica del sacerdote e si spacciano come esperti di restauro e soci di una ditta, una fantomatica “Arte Chiesa” con sede a Roma, esibendo biglietti da visita e documenti (fasulli) comprovanti le loro affermazioni.
I due impostori contrattano con il parroco il restauro di calici e oggetti sacri in argento e oro per un importo di circa 180 euro “più le spese”. Il religioso, sicuro dell’affare, consegna loro il materiale di pregio. A maggio i due si ripresentano dal parroco, ma gli restituiscono uno solo degli oggetti sacri e, approfittando della buona fede dell’uomo, con velate minacce si fanno consegnare due assegni per un importo complessivo di 15 mila euro.
I malfattori dicono al sacerdote che “le spese per il restauro sono lievitate” e, incassati gli assegni, lo ricontattano pretendendo ulteriori 7 mila euro per la restituzione degli oggetti restanti, sempre sostenendo che le spese di lavorazione sono aumentate.
A questo punto il parroco decide di rivolgersi al sindaco e ai carabinieri. I militari rintracciano le roulotte abitate dai truffatori, all’interno di un campeggio, e recuperano tutti gli oggetti sacri (ostensori, calici, pattini, pissidi in oro e argento) per un valore di 20 mila euro, restituendoli alla parrocchia di Onzo.
H.R., di origini fiorentine, e B.V., di Praia Mare (Cs), entrambi giostrai e residenti a Roma, sono stati denunciati a piede libero dagli uomini dell’Arma per truffa in concorso.