Il vicario generale don Angelo Magnano racconta a Ivg.it i primi tre mesi e delinea le prospettive della Diocesi e della Chiesa universale
Savona. Don Angelo Magnano รจ da poco piรน di tre mesi vicario generale della diocesi cattolica di Savona โ Noli; scelto dal vescovo Calogero Marino come suo principale collaboratore, a Ivg.it ha presentato la genesi del Sinodo diocesano di prossima apertura e raccontato le sue riflessioni sul futuro della Chiesa.
Vicario e parroco: comโรจ vivere questi due impegni?
Sono ancora in fase di rodaggio. Quella di vicario per me รจ la prima consistente esperienza in Curia e viene dopo anni di vita in periferia. Un poโ come hanno prelevato Francesco โquasi dalla fine del mondoโ, cosรฌ il nuovo vescovo ha preso me dalla periferia della diocesi un poโ inaspettatamente. Siamo tutti e due alle prime armi, ma insieme lavoriamo bene: cโรจ sintonia sulla visione di Chiesa, al di lร delle cose da fare. Ci accomuna anche lโattenzione alla Parola, alla lectio, ai poveri e ai giovani: รจ una buona base per lavorare bene insieme. La difficoltร รจ coniugare i tempi con lโimpegno di parroco: Legino รจ una realtร nuova, impegnativa e per ogni cammino nuovo ci deve essere lo sforzo di inculturarsi nella realtร , per questo vorrei iniziare fin da subito la benedizione delle famiglie.
Aveva giร lanciato lโidea di un sinodo diocesano nellโeditoriale del Letimbro: perchรฉ?
Vedo il sinodo come conclusione di un cammino, un percorso ecclesiale: secondo me la diocesi ora, dopo anni, ha bisogno di un ripensamento radicale delle sue strutture e della sua evangelizzazione. Savona ha avuto tappe importanti, i convegni con Sanguineti e Lupi, ma serve qualche cosa di piรน: un ripensamento che porti anche a scelte operative, punti di non ritorno. Questa รจ una Chiesa che deve ripensarsi sotto molti punti di vista, con meno clero, un elemento che ci spinge a certe scelte: anche il ritorno di don Michele Farina da Cuba puรฒ essere un arricchimento, con lโesperienza di una Chiesa di tuttโaltra dimensione.
Dal Sinodo cosa vi aspettate? Chi saranno i protagonisti?
Il Sinodo devโessere la tappa finale di un percorso di ripensamento globale, verso scelte pastorali importanti: il discorso dei tavoli devโessere un modo per mettere in circolo risorse ed energie, persone che vogliono spendersi per questa Chiesa, anche se sono un poโ fuori dal giro.
Sinodo e sinodalitร , spirito di fare Chiesa: per Francesco โla sinodalitร รจ il cammino che Dio si attende dalla Chiesa per il III millennioโ.
Come farlo lo vedremo cammin facendo: il vescovo dice che questo cammino apre un processo e non sapremo dove ci porterร . Il bello รจ che รจ unโesperienza non definita in partenza, ci lasciamo guidare dallo Spirito santo. Certamente penso che occorrerร sviluppare molto di piรน il senso della corresponsabilitร e della partecipazione, virtรน non molto vissute nemmeno nella Chiesa: forse erano cose piรน vive nel post-Concilio immediato, negli anni โ70, ma il Vaticano II ha segnato una strada in questo senso, sia a livello di episcopato, sia di cammino diocesano.
I consigli pastorali, con le loro difficoltร , possono essere uno strumento in questa direzione?
I consigli pastorali devono funzionare bene, non essere organismi solo formali, luoghi permanenti di sinodalitร . Non รจ facile, ma la cosa importante รจ che siano luoghi di ascolto reciproco. A Cogoleto รจ stato interessante, perchรฉ alcune scelte โ come la benedizione delle famiglie โ sono nate proprio lรฌ e cresciute con lโaiuto di molti. Qui a Legino non ho ancora iniziato, ma mi piacerebbe far nascere un consiglio che sia espressione del territorio, con piรน leginesi e capace di far maturare delle scelte, in modo da far maturare le idee da uno stile piรน comunionale.
La sinodalitร รจ tornata nella Chiesa cattolica con il Vaticano II, ma a Oriente cโรจ sempre stata e nelle Chiese della Riforma รจ una caratteristica forte: puรฒ essere una strada anche di dialogo ecumenico?
Io penso di sรฌ. Forse in questo senso la Chiesa cattolica รจ quella con una struttura piรน monarchica, sia nella figura del papa, sia in quelli dai vescovi. Anche se il Concilio vaticano II ha fatto maturare una visione piรน sinodale, proveniamo da secoli di gestione verticistica, specchio della societas perfecta noi stessi preti siamo formati ancora molto secondo il modello tridentino, molto accentrato sul clero. Educarsi allo stile sinodale non รจ facile, ma anche il Papa insiste molto, a cominciare dal titolo ribadito di vescovo di Roma e dalla stesura di Amoris laetitia. E questo puรฒ sicuramente esserci di aiuto nel dialogo con le altre confession i cristiane: mi auguro che non si facciano passi indietro e che Francesco apra un solco nel quale ci si continui a muovere anche in futuro. Ci sono forze che spingono indietro, ma mi auguro che invece si vada avanti, perchรฉ รจ fondamentale per vivere davvero la Chiesa come Corpo di Cristo, come anche la Scrittura โ pensiamo al Concilio di Gerusalemme โ ci indica nel modo di compiere le scelte. Fin dal suo inizio la Chiesa ha avuto un volto sinodale ed รจ stato fondamentale.


