Savona. “La lista è all’insegna dell’ampio pluralismo – spiega -, raccoglie quasi tutte persone alla prima esperienza politica e questo è un altro segno di rinnovamento. È una lista di qualità, perché il contributo del Patto al dibattito politico vuole essere di qualità. È una lista plurale ma molto coesa, si sta formando nel tempo un senso di comunità, solidarietà e grande determinazione nello spiegare a Savona la prospettiva che si può aprire attraverso la proposta dell’Agenda e la mia candidatura”. Così Marco Russo, il candidato dello schieramento di centro sinistra, presenta la lista civica Patto per Savona che lo sosterrà alle elezioni comunali del 3 e 4 ottobre.
“Esprimo grande soddisfazione – continua Russo – per questa importante lista intitolata al Patto perché si collega più direttamente alla proposta civica che poi ha aggregato le forze politiche. A sostenermi saranno quattro liste: Sinistra per Savona, Pd-Articolo Uno, RiformiAMO Savona è appunto la lista civica del Patto”.
Nessuna anticipazione sui papabili assessori tra i nomi della lista: “Io della giunta non parlo in questa fase ma affronterò la questione più avanti. Oggi presentiamo una lista per comporre il consiglio comunale, un organo estremamente importante su cui io punterò molto. I consiglieri di maggioranza, come io spero saranno i candidati delle liste che mi sostengono, dovranno approvare le proposte della giusta ma discutere e rappresentare la città come organo vivo”.
Un luogo, quello scelto da Russo, che non può non rimandare alla cultura: “Abbiamo deciso di presentarci davanti al Chiabrera perché ho scelto il tema della Cultura, un ingrediente fondamentale per la rinascita di una città. Una città che vuole crescere non può non pensare alla propria crescita culturale. Per questo abbiamo dedicato molto impegno a un progetto di rilancio culturale di Savona, in cui il Comune agevoli e stimoli questa crescita. Per farlo serve una linea politica chiara e trasparente, che sappia mettere a sistema le tante realtà cittadine. L’amministrazione deve curare la filiera formazione – produzione culturale – ricaduta sociale. Dobbiamo spingere in città i progetti che si inseriscono in questa filiera. Questa sarà la nostra linea politica”.
Due esempi concreti da dove partire per invertire la rotta: “Uno è il teatro: il Chiabrera deve tornare a essere collegato a formazione e produzione, deve essere aperto alla città per 360 giorni l’anno. Un luogo che la città viva, e che vive grazie alla città; ma anche un ‘brand’ di attività culturale nei quartieri. In questo senso simboleggia la nostra linea politica. Il secondo esempio è il polo museale: Savona deve realizzarlo, sapendo interpretare l’idea di Museo in termini moderni. I negozi sfitti ad esempio possono essere animati da progetti di museo diffuso”.
Un progetto che secondo Russo è la chiave per far diventare Savona la città trainante del territorio: “Due attenzioni. La prima: questo approccio evita il nostro provincialismo. La seconda: dobbiamo tornare a respirare l’idea di città capoluogo, di capofila di un territorio. È uno degli obblighi primari della nostra città”.
“Ringrazio tutti i candidati per la loro disponibilità, all’insegna della testimonianza e del mettersi a disposizione della città”, conclude Russo. Dopo la presentazione della lista seguono interventi di persona che non sono candidate ma che “rappresentano e testimoniano due cose: l’importanza del Patto a Savona e le quattro ‘chiavi’ (comunità, cultura, sviluppo sostenibile e città strategica) a cui ognuno di loro ha contribuito”.
“Mi è stato chiesto perché sostengo Russo. Non lo faccio da oggi: a lui mi lega una lunga esperienza partita in consiglio provinciale – dice Nicoletta Negro, vicesindaco di Albisola -. Per me fu un ottimo capigruppo, è una guida paziente. Le sue doti migliori sono fermezza e mediazione: e sono le caratteristiche che secondo me deve avere il sindaco di Savona. Ma non sono solo le doti umane e politiche a convincermi: lui ha messo in piedi un Laboratorio che non è filosofia, ha lavorato con un gruppo di persone sui temi, cosa che è una assoluta novità perché in questo momento storico non si approfondisce niente. Abbiamo sezionato la città da mille punti di vista: è un approccio antico ma molto concreto e convincente”.
“Ringrazio Russo per avermi dato la possibilità di seguire il lavoro fatto in questi anni – aggiunge l’architetto Ilaria Becco -. Nel Laboratorio mi sono occupata di città strategica, un tema fondamentale e molto attuale. Le città si evolvono e Savona può farlo. Molte esperienze sono state fatte in altre città in accordo con l’Agenda 2030 che ha tra gli obiettivi avere una città inclusiva, sicura, sostenibile e duratura. E queste città hanno iniziato il loro percorso partendo dai cittadini e da grandi progetti di partecipazione; lo hanno fatto non facendo un progetto per l’oggi ma uno che avesse una visione nel tempo. Ho ritrovato questi principi nel Patto, a partire dai metodi adottati con il grande lavoro di ascolto dei territori. È un programma molto articolato, nato con un lungo percorso, e cerca di valorizzare le potenzialità di Savona mettendole in rete e in sinergia. I cittadini sono il vero motore della rigenerazione urbana. A monte di tutto c’è il fatto che Russo crede che Savona possa evolversi e diventare quel tipo di città”.
“Russo non poteva candidarsi a sindaco in un modo diverso da questo – dice Giorgio Masio, il coordinatore dei gruppi dell’Agenda -. Il percorso è legato alla sua visione di politica e al suo approccio di servizio alla città. La lista che esce a supporto di questo progetto è rappresentativa dei valori portati avanti nel percorso. L’Agenda è stata un cammino fatto da gran parte della città: sicuramente è grande e complessa ma Savona ha davanti sfide molto importanti, non bastano i tappulli ma serve un progetto. Savona deve guardare oltre la maccaja in cui è persa da anni. È una grande opportunità per la città”.
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