Motivazioni

Ristoratori con tavolini e ombrelli davanti alla Regione: “Impossibile lavorare solo all’aperto”

"La soluzione? Sanare questa situazione è equiparare tutti i locali"

Liguria. Nel primo giorno di zona gialla e con l’inizio della fase progressiva di riaperture è andata in scena la protesta dei ristoratori davanti alla Regione, con tanto di tavolini e ombrelli (vista la pioggia, il maltempo e l’obbligo di lavorare solo all’aperto…).

Sono diversi i ristoratori che hanno detto la loro, ma il messaggio è chiaro: “Solo pochi locali potranno lavorare, forse non più del 40%, perché una postazione all’esterno non possono permettersela tutti”.

Proprio il tempo poco clemente non fa altro che ricordare ai ristoratori quanto potrebbe diventare difficile organizzare i pranzi e le cene ritrovandosi dipendenti del clima imprevedibile. Ma al di lù del fattore meteo, c’è la questione degli spazi: non tutti i locali hanno la fortuna di possedere sia un dehors esterno che tavoli all’interno e questo fa nascere un vago senso di discriminazione che non ottiene altro risultato se non quello di accrescere la rabbia e lo sdegno per una situazione che ormai sembra prolungarsi da troppo tempo.

Hanno apparecchiato tavola nel bel mezzo di piazza De Ferrari, poi si sono seduti a mangiare e bere tenendo l’ombrello aperto. La pioggia non c’era veramente, ma la protesta inscenata dai ristoratori di #protestaligure oggi pomeriggio non si discosta molto dalla realtà. Sono circa una trentina coloro che hanno aderito all’iniziativa simbolica nel primo giorno di zona gialla contro le norme del decreto Draghi che permettono di servire clienti soltanto all’aperto.

“Eravamo abituati a lavorare bene all’interno, ora non si può più – ricorda Fabrizio Bogo, uno dei leader del movimento di protesta -. Solo pochi locali potranno lavorare, crediamo non più del 40%, perché una postazione all’esterno non possono permettersela tutti. In più le persone all’aperto sono soggette al meteo. Prima usavamo le applicazioni di food delivery, ora ci toccherà guardare l’app del meteo”.

“Noi possiamo mettere i tavolini fuori – spiega il titolare di un altro ristorante – ma stamattina non li abbiamo messi perché fino a una certa ora ha piovuto. Che tempo farà domani?”. E ancora: “Quando uno si siede per mangiare e comincia a piovere a metà del pasto, cosa succede? Se paga va via arrabbiato, se non paga mi arrabbio io. Riapriremo il 28, sperando che Giove pluvio sia buono con noi”.

“L’unico modo di sanare questa situazione è equiparare tutti i locali. I ristoranti che hanno posto all’esterno lo hanno anche all’interno. Noi chiediamo solo di essere trattati tutti allo stesso modo”.

Ecco un’altra criticità: “Noi abbiamo la strada davanti alla porta del nostro locale. Rispetto alla settimana scorsa per noi non cambia nulla. Gli aiuti non arrivano, ci dicono solo bugie. Dobbiamo aspettare un mese, ma vorremmo vedere i politici senza stipendio per un anno e mezzo”.

E ancora un altro caso: “Noi davanti abbiamo i bidoni della rumenta, se non li spostano non riusciamo nemmeno a mettere i tavoli e comunque non saranno più di 14 posti”. “All’esterno del nostro locale è presente una corsia preferenziale del bus…” conclude un altro operatore.

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