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Finale, i Verdi: “Mare più povero, necessario parco marino”

Mare - profondità marine

[thumb:2908:l]Finale Ligure. I verdi raccolgono l’allarme lanciato da alcuni pescatori: il mare finalese si sta impoverendo: “Ormai da sei anni – spiegano – si sta registrando un calo netto di molte specie ittiche, che sono sempre più rare. Questo perché tutti vengono a pescare sulla costa finalese, specialmente da Loano e da Savona, in una zona delicata con due grandi praterie di ‘posidonia’. L’uso diffusissimo del sonar per localizzare i banchi di pesce, unito all’introduzione della ‘rete barracuda’, uno strumento micidiale, si somma alla pesca indiscriminata e distruttiva del ‘bianchetto’, anello fondamentale della catena alimentare”.

“Le conseguenze sono l’impoverimento grave di tutto il patrimonio ittico” dichiara poi il portavoce finalese del movimento ambientalista, Gabriello Castellazzi, che rilancia l’ipotesi del parco marino: “Analoga iniziativa, a cui si è dato vita intorno all’Isola di Bergeggi, è stata accolta favorevolmente dai pescatori locali, poiché in questo modo è stato possibile disciplinare la pesca e garantire il ripopolamento di un fondale sempre più saccheggiato”.

“Tra Finale Ligure e Noli – prosegue Castellazzi – vi sono due siti di interesse comunitario ricchi di posidonia. Almeno queste due aree dovrebbero diventare parco marino, seguendo l’esempio di Porto Venere e delle Cinque Terre, tenendo conto del fatto che in prossimità delle praterie vi sono anche due grandi scogliere sottomarine, che sono rimaste l’ultimo rifugio di rare aragoste e di altre specie pregiate ormai a rischio di scomparsa dai nostri fondali”.