[thumb:7108:l]Liguria. E’ stata la crisi finanziaria in atto l’argomento centrale del direttivo regionale della Cgil. Nel corso della riunione sono stati infatti analizzati i dati Inps che evidenziano come in Liguria le ore di cassa integrazione ordinaria siano passate dal quasi 535 mila a oltre 627 mila, con un incremento del 17,3%.
Contestualmente sono passate da 2.784.280 a 2.555.801 le ore di cassa integrazione straordinaria, che indica le situazioni di crisi e non quelle “strutturali”, con una diminuzione dell’8,2%. “Ciò significa che nella nostra regione la crisi manifesterà i propri effetti nell’anno in corso e forse, dato che nessuno sa con certezza quando finirà, continuerà negli anni successivi” dichiara il sindacato.
La Cgil segnala inoltre che i dati dell’Istituto nazionale di previdenza sociale non tengono in considerazione del vero e proprio crollo dei lavoratori atipici, assunti a tempo determinato e per i quali non e’ stato prorogato il contratto, che nelle sole province di Savona e Genova ammonterebbero ad almeno il 75% del totale.
“Dalla crisi – ha commentato in chiusura di riunione Susanna Camusso, segretaria nazionale della Cgil – uscirà probabilmente un paese diverso, ridimensionato. C’è chi crede che il nuovo modello di sviluppo possa passare attraverso la compressione dei salari, dei diritti e della svalutazione competitiva. Penso quindi che la crisi e l’accordo separato siano due facce della stessa medaglia: da un lato l’accordo separato mette fine ad un modello di contratto ‘universale e solidaristico’, dall’altro si svilisce il ruolo della contrattazione integrativa come luogo in cui si contratta l’aumento salariale”.
